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Club Campanile: «Basta liti e Spinelli smetta di criticare tifosi, sindaco e giornalisti»
LIVORNO
Uno degli storici club amaranto, Il Campanile, interviene sulla preoccupante situazione della società amaranto dopo la cessione del 69% delle quote da parte di Aldo Spinelli a un gruppo di persone, che fa capo alla banca Cerea, che non riescono a trovare una strategia comune con l’altro imprenditore Rosettano Navarra che ha il 21%.
Ma il Campanile prende anche le distanze da alcune dichiarazioni diffamatorie di Spinelli nei confronti di due giornalisti del Tirreno. «Increduli e sorpresi, se non spaventati, da settimane stiamo assistendo a un ping pong inquietante di responsabilità _ scrive Il Campanile _ mentre invece pensavamo di sentir parlare di progetti, strategie e campagna acquisti dopo la terribile retrocessione della passata stagione, un anno calcistico dove la nostra società ha toccato il fondo. Invece ogni giorno un problema, una lite, niente che faccia intravedere un futuro sereno e crediamo che ormai siamo arrivati a un punto in cui gli sportivi livornesi debbano pretendere chiarezza».
Il presidente Nedo Di Batte s’infervora: «Questo balletto deve finire _ commenta _. Se questo gruppo ritiene di essere in grado di timonare la nave amaranto lo faccia, altrimenti non ha senso continuare a illudere la tifoseria. E dunque che onori le scadenze prima che il Livorno incappi nelle penalizzazioni». Il Club non condivide neppure l’ultima uscita polemica dell’ex presidente Spinelli, che detiene ancora il 10% delle quote. «Crediamo _ sostiene Di Batte _ che Spinelli avrebbe potuto continuare un altro anno e riportarci in serie B. Se non l’ha fatto ha i suoi motivi, ma adesso non deve trovare alibi. E l’attacco ai giornalisti Bernini e Pucci è, per quanto ci riguarda, del tutto gratuito e fuori luogo, come gratuite e fuori luogo sono le sue critiche nei confronti della tifoseria e delle istituzioni. Il nostro sindaco Luca Salvetti fa bene a controllare ciò che avviene e a pretendere chiarezza e progetti a difesa di un bene di tutta la collettività in giorni in cui si sta veramente decidendo il futuro di una società». E Di Batte conclude: «Aldo Spinelli ha sempre detto che ci avrebbe lasciato in mani sicure, in questi giorni capiremo se ha mantenuto la promessa ,oppure ha concluso la sua gestione ventennale nel peggiore dei modi».
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