Il Tirreno

Livorno

Uno stadio da “grandi” e tanta voglia di stupire

Uno stadio da “grandi” e tanta voglia di stupire

Il racconto di una domenica che è già storia 

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il debutto

Alzi la testa e cerchi la tua gente sugli spalti. Gli amici, i familiari, i dirigenti.

Uno sguardo d’intesa per dirgli che ce l’hai fatta. Tu in campo e loro in tribuna, quella dell’Armando Picchi. Mentre la voce del Liga urla contro il cielo per scandire l’urlo di gioia al triplice fischio finale, giocatori e tecnico si radunano e bordo campo per salutare il pubblico accorso sugli spalti e godersi l’emozione del primo storico successo in serie D, prima di guadagnare gli spogliatoi.

Per aprire la tribuna dello stadio agli sportivi è servita una corsa contro il tempo, con gli uffici comunali che hanno lavorato fino a ieri mattina per rilasciare la delibera che ha dato l’ok alla società biancoverde. Il pubblico ha risposto presente, mascherine e distanziamento compresi, sostenendo la Pls nel suo esordio in una cornice d’eccezione. Tornerà a giocarci ancora, almeno finché il Magnozzi non tornerà a disposizione. Al Picchi ci è tornato ieri, dopo tanti anni, anche Stefano Protti, cugino (di terzo grado) di Igor e anche lui ex giocatore amaranto.

Debuttò in C1 nel 1985 proprio col Livorno. Ieri ha affrontato da tecnico la seconda squadra cittadina, e gli è andata decisamente male. Rossi-Costanzo-Matteoli firmano un 3-0 che dice tanto sulla voglia che i biancoverdi avevano di tornare a giocare. Quasi sette mesi senza gare ufficiali si fanno sentire, ma la squadra si è mangiata l’emozione con un avvio di match impeccabile. Luciano Schiano, presidente dei biancoverdi, se lo gode nella tribuna d’onore, dove trova un posto riservato. Un’emozione non da poco per lui e tutta la dirigenza, come per i piccoli tifosi e tesserati della Pls. Società centenaria, che ieri ha scritto un’altra gloriosa pagina della sua storia. —



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