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PalaMacchia e PalaCosmelli gestiti sempre in proroga

A.M.
PalaMacchia e PalaCosmelli gestiti sempre in proroga

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LIVORNO

Da aggiungere alla carenza di spazi palestra - dovuta appunto, e principalmente, alla chiusura della Bastia -, c’è da considerare le condizioni in cui versano diversi impianti cittadini. Una situazione critica, sotto gli occhi di tutti, come ha pure ammesso il sindaco Luca Salvetti in occasione della recente presentazione dell’Almanacco dello Sport. Prendiamo ad esempio il Pala Macchia, ad oggi omologato per circa 800 persone (200 per uscita di sicurezza) salvo deroghe, oppure il Pala Cosmelli che, per un vizio strutturale, non permette al Jolly Acli di giocare il campionato di Serie A2 di basket femminile all’interno del fortino dove, nel maggio 2019, festeggiò la promozione. Peraltro, entrambi i palazzi risultano in proroga da un bel po’ di tempo (anni) rispettivamente alla Pallacanestro Don Bosco e all’U.S. Livorno che ne mantengono la gestione senza però intercedere sulla distribuzione del monte ore, facoltà quest’ultima in dote alla commissione orari formata dal funzionario dell’ufficio sport del Comune Francesco Repetti, dal delegato del Coni Giovanni Giannone, dal coordinatore di educazione fisica del Miur Luigina Fabiani, da un rappresentante della Provincia e dai rappresentanti delle federazioni di basket (Renato Graziani), volley (Roberto Ceccarini) e pattinaggio (Mario Tinghi).

Orari e turni allenamento che, annualmente, vengono assegnati a coloro che ne fanno richiesta - sulla base di oggettiva necessità e soprattutto in relazione al numero di tesserati della stagione precedente - in numerose strutture per lo più scolastiche (Banditella, Fattori, Pazzini, Lambruschini, Bosi ecc.), o anche per esempio all’Arena Astra, palestra ormai datata e in alcune zone fatiscente. Senza dubbio non all’altezza del vessillo della Livorno sportiva. Una situazione seria. Attuale. Da prendere in carico e, ove possibile, da risolvere in tempi stretti. Altrimenti il rischio è quello di danneggiare ulteriormente uno strumento, lo sport, che da sempre permette alla città di avere una vetrina sul mondo, ma che al contempo ricopre una fondamentale funzione sociale. —

A.M.

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