Gioco
«Maglia, la passione dei tifosi e impegno Così il Livorno tornerà grande in tre anni»
Rosettano Navarra racconta il primo giorno da presidente. L’incontro con la squadra e le prime scelte: «Dal Canto sarà l’allenatore»
l’intervista
Federico Lazzotti
Rosettano Navarra, 63 anni, ieri mattina si è svegliato guardando Livorno dall’alto. La prima notte da presidente l’ha trascorsa all’Hotel Palazzo dove è arrivato con in tasca il 21% del Livorno calcio e la benedizione del nuovo consiglio d’amministrazione. Dopo ventuno anni di regno spinelliano toccherà a questo imprenditore ciociaro – è originario di Ferentino, in provincia di Frosinone – che ha interessi nei rifiuti, riportare l’entusiasmo nei tifosi e la squadra dove merita. Al telefono risponde quando ormai è calato il tramonto. «Guardi – spiega subito – sto mettendo piede in casa dopo due giorni infernali. Prima mi facevo i fine settimana al mare per rilassarmi. È vero, anche stamani avevo una bella vista, poi però mi sono dovuto immergere nei primi problemi».
Presidente, qual è stata la prima cosa che ha fatto?
«Sono andato al centro Coni di Tirrenia per incontrare allenatore, staff e squadra».
Che impressione ha avuto?
«Buona. Il posto dove si allena il Livorno è un centro di alto livello, dove poche squadre di serie A possono allenarsi. È la conferma che esiste una struttura che permette ai ragazzi rendere al meglio. E quindi non ci sono scuse».
Ai ragazzi ha parlato?
«Sì. Cerco di non essere mai banale. Ma a loro ho detto una cosa semplice: “Sia per loro che per noi dirigenti la maglia del Livorno deve pesare, dobbiamo rispettarla e dimostrare di meritarla».
Alessandro Dal Canto sarà l’allenatore del Livorno?
«Dal Canto è l’allenatore del Livorno. Ci ho parlato, mi ha detto che i ragazzi si stanno allenando bene, si stanno impegnando, è un buon segnale».
Per quanto riguarda il direttore sportivo?
«Venerdì abbiamo fatto una riunione fino a tardi, mi sono preso 48 ore di tempo per analizzare la situazione. Altri soci hanno proposto delle figure. Ora voglio valutare per iniziare la stagione con gli uomini giusti».
Senta, che cosa l’ha spinta ad acquistare la maggioranza del Livorno e imbarcarsi in questa avventura?
«Io sono ammalato di calcio. Mi piace. Inoltre nella mia vita sono stato abituato a gestire: dalle piccole alle grandi cose. A cominciare da quando ho iniziato con una squadra Dilettanti tanti anni fa. Penso di avere capacità e carisma per farlo, inoltre ci sono due cose importanti da dire. La prima è che ho un’opzione sul 10% delle quote di Spinelli da acquistare entro un anno. La seconda è che gli altri componenti del cda mi hanno dato un mandato abbastanza ampio che mi permette di muovermi con una certa libertà».
E ai tifosi cosa dice? Al momento c’è uno scollamento tra parte della città e squadra. Come pensa di rimarginare questa ferita?
«Ai tifosi dico che mi dispiace che inizialmente non potranno essere allo stadio. Quando giocavo contro il Livorno loro erano il dodicesimo uomo in campo. Inoltre dico che né io né i miei soci siamo qui per fare lo zero a zero o per fare gli anonimi. Il programma è ambizioso, in tre anni vogliamo tornare grandi. Vedrete che da qui a qualche giorno cominceremo a fare buone cose. La prima sarà mettere a punto la macchina, poi daremo forma alla squadra, la voglio competitiva.
Pensa ci sia molto da fare?
«Tutti gli addetti ai lavori che mi hanno chiamato in questi giorni mi hanno detto che la squadra per la Lega Pro ha una buona base. Poi è chiaro che vogliamo migliorarla. So che ci sono state delle defezioni da parte di alcuni giocatori. Voglio subito chiarire che questo non è un porto di mare».
Senta per i giocatori ha delle idee? L’ex capitano Andrea Luci è stato messo al momento alla porta, potrebbe rientrare?
«In questi giorni ho preso informazioni. Mi pare scorretto dirvi se incontrerò Luci, Lucarelli o le bandiere del Livorno. Martedì sarò tutto il giorno a Livorno per sistemare molte cose».
Che impressione ha avuto dei suoi soci? Alcuni hanno avuto grane col mondo del calcio...
«Ho conosciuto tutti gli altri venerdì e siccome sono una persona che ha oltre 60 anni non si è parlato di requisiti. Ho avuto un buon impatto, non faccio certo il pelo alle aziende di tizio o caio. Detto questo, se questo riguarda il passato, nel momento in cui il sistema bancario che non regala nulla, finanzia e dà il via libera, penso che saranno state regolate in modo congruo».
E l’incontro con il sindaco? Cosa vi siete detti?
«Ottima impressione, era la seconda volta che lo incontravo. Questo sindaco ha un vantaggio, è il primo tifoso perché è un giornalista ed è più malato di calcio di me. Gli ho chiesto che ci stia vicino con le strutture, mi ha detto che stanno rifacendo sia il manto che l’ingresso dello stadio».
Nei giorni scorsi ha detto che viene a Livorno non per fare i suoi interessi imprenditoriali. Eppure qui ci sono diverse partite aperte proprio sui rifiuti. Non è che questo è un modo per entrare in questo business visto che ha già anche il 30% di Rimateria?
«Escludere non lo dico. Ho appalti su Livorno al di là del calcio. Abbiamo vinto gare per Aamps perché avevamo i requisiti. Non ho fatto l’operazione Livorno per puntare ad altro, ma noi lavoriamo in tutta Europa. Quindi se capita l’opportunità la cogliamo».
Torniamo al calcio: qual è il suo sogno, la serie B?
«La serie B non è un sogno, è il minimo che appartiene a questa città. I sogni sono altri e per ora non li dico».
Nell’accordo con Spinelli rientra anche Fauglia, il centro sportivo di Livornello. Che cosa ne farete?
«Finché non torniamo in serie B non possiamo accedere al credito sportivo con una corsia preferenziale. Quindi l’idea è una: riconquistare la categoria e fare un centro sportivo di livello che possa essere sfruttato anche da terzi».
Senta, un’ultima cosa: Spinelli le ha dato dei consigli?
«Ripete che abbiamo fatto un affare a comprare il Livorno, ma questo è perché Spinelli è convinto di avere ragazzi di grande livello. Con me ha stabilito un grande feeling. A parte il timore reverenziale iniziale oggi c’è un bel rapporto. Ecco perché ho voluto che restasse con un piccola quota perché la sua esperienza può essere utile».
Eppure le ultime stagioni sono state deludenti...
«Non entro nel merito dell’ultima gestione perché possono essere state figlie di altre situazione».
Quindi ci vediamo martedì?
«Sì, adesso vado da mia figlia Ginevra che ha tre anni e mezzo e con la vita che faccio è una delle poche cose che mi rilassano...». —
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