Gioco
In A2 altro che Jolly, per il campo di gara ecco il gobbo nero: «Ad oggi l'impianto non c’è...»
Quattro le squadre livorensi che dovrebbero giocare al PalaMacchia. Ecco perché il Comune ha proposto alla società anche l’idea PalaModigliani
LIVORNO. Dopo due settimane di allenamenti duri, in casa Jolly Acli, si comincia a delineare il gruppo. Un gruppo un ben assortito che già, in queste prime battute, sta dimostrando volontà e carattere sotto gli ordini dell’head coach Marco Pistolesi affiancato quest’anno dal vice Emiliano Ferretti, e con l’aiuto dell’esperta Adriana Grasso. Ma più che le certezze, ad oggi in casa Jolly sono le incognite a farla da padrone. «Nonostante l’incessante insistenza - si legge in un comunicato della società - ancora non abbiamo ricevuto notizie dalle istituzioni per quanto riguarda il campo di gioco. Attualmente la situazione degli impianti a Livorno è particolarmente delicata, con il solo Palamacchia, l’unico impianto idoneo per la serie A femminile, per ben quattro squadre».
Oltre al Jolly, infatti, hanno fatto richiesta di giocare in via Allende anche altre tre squadre maschili: la Libertas 1947 che è iscritta alla serie B, Pielle e Don Bosco che invece parteciperanno alla sere C Gold. Dunque è ovvio che per trovare l’alternanza giusta per garantire a tutti di giocare nel medesimo impianto servirebbe spalmare le partite su due giorni, il sabato e la domenica, e pensare anche ai turni infrasettimanali che quest’anno, visto lo slittamento in avanti dell’inizio dei campionati saranno molti. «Attendiamo la fumata bianca nelle prossime ore», proseguono dal quartier generale del Jolly che tra l’altro sarà la prima squadra livornese a cominciare la stagione. Ecco perché, visto che i tempi stringono si sta pensando e valutando a delle alternative. Ci sono alcune ipotesi sul banco: la più plausibile è quella che venga messo a disposizione il PalaModigliani, anche in vista di un prossimo impegno della Nazionale italiana maschile di basket. Ma in questo caso bisognerà valutare lo stato delle strumentazioni tecniche e nel caso comprarne di nuove se queste non fossero funzionanti oppure a norma.
«La seconda problematica - continua - riguarda il protocollo Covid, diramato nei giorni scorsi. Sono tanti gli ostacoli da superare, che aggravano la situazione pure da un punto di vista economico. Anche in questo senso ci stiamo muovendo con grande attenzione. La squadra verrà presto sottoposta ai test sierologici, passo necessario per poter organizzare le prime amichevoli precampionato». Sono molto dispiaciuta - aggiunge la presidente Paola Parisi - per la questione del campo di gara, un’incertezza che non ci permette di collaborare come al solito nelle eventuali modifiche del calendario, richieste dalle altre realtà del girone. Ci hanno già chiamati dalla Sardegna e da Bolzano, visto che devono organizzare le trasferte, ma noi, purtroppo, ancora non sappiamo cosa rispondere. Spero di avere al più presto qualche notizia in proposito da chi di dovere».Tornando alla squadra, le nuove si sono subito integrate al gruppo, dimostrando parte del loro valore fin dalle prime sgambate, con un’ottima complicità da parte della "vecchia guardia". Quello che vige nello spogliatoio è una gran voglia di ricominciare dopo lo stop forzato dei mesi scorsi. «Giorni faticosi - racconta Pistolesi-, doppie sedute, fisiche e di basket. La squadra è stata disponibile e concentrata, con voglia di lavorare bene da ogni punto di vista. Non mi sbilancio, ma il gruppo mi piace molto, lo dico chiaramente. Sono certe che potrà dare belle soddisfazioni. Le nuove? Confermano le buone impressioni».
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