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Salvetti: «Aldo Spinelli ha sempre ribadito di voler cedere solo in buone mani, vediamo»

Alessandro Bernini Fabrizio Pucci
Salvetti: «Aldo Spinelli ha sempre ribadito di voler cedere solo in buone mani, vediamo»

Il sindaco ieri pomeriggio ha chiamato Genova per capire cosa c’è dietro la trattativa, scendono in campo anche i club

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Alessandro Bernini

Fabrizio Pucci

La telefonata è partita nel pomeriggio. Il sindaco Luca Salvetti ha chiamato Aldo Spinelli per capire cosa sta davvero succedendo al Livorno Calcio. Il presidente ha confermato al sindaco la volontà di cedere, spiegando che oggi può essere il giorno buono per il passaggio di proprietà, senza però dare i nomi degli imprenditori finanziati da Cerea Banca.

In serata Salvetti ha fatto il punto della situazione. «Dal dicembre scorso quando la famiglia Spinelli mi chiese espressamente di facilitare la vendita della società sono stati sette i soggetti o i gruppi che hanno manifestato il loro interesse per l’acquisto del Livorno calcio. Di questi 5 hanno avuto anche un contatto con il sottoscritto ma solo due sono passati prima dal Sindaco per chiedere un incontro con gli Spinelli. In entrambi i casi, quello di Yousif e quello di un imprenditoredel sud, ho dato il contatto di Aldo e Roberto Spinelli per avviare la trattativa rimanendo poi in attesa delle evoluzioni. Nelle altre situazioni che riguardano il gruppo americano rappresentato dall’avvocato milanese Nucera, un imprenditore di origine brasiliana e un gruppo che opera nel settore trattamento rifiuti, il primo cittadino è stato contattato solo dopo l’inizio dei rapporti con i proprietari del sodalizio amaranto».

Questo come premessa. Poi Salvetti spiega: «La trattativa attualmente al centro dell’attenzione, che vede la Banca Cerea rappresentare un gruppo di imprenditori, sembra ormai ad un passo dalla conclusione. In queste ore emergono anche dei nomi che hanno dei precedenti nel mondo del calcio non proprio esaltanti (Roberto Lamanna, presidente che ha portato il Cuneo al fallimento, qui arriverebbe come ds o consulente tecnico, ndr) per questo ho contattato il presidente Spinelli per comprendere bene ciò che sta accadendo, partendo dal presupposto che il patron genovese ha sempre detto e ricordato di voler passare la mano a soggetti che garantiscano il futuro societario in maniera trasparente e cristallina. Spinelli mi ha detto che lui è sereno che aspetta per domani (oggi, ndr) l’arrivo di questi imprenditori dal notaio, ricordando che è la banca che garantisce l’operazione e la solidità della nuova proprietà e il presidente della banca e persona apprezzabile».

«Se l’operazione verrà definita - chiude il sindaco - mi auguro che i nuovi proprietari si presentino nella maniera migliore in città consapevoli che vanno a guidare una sodalizio glorioso sostenuto dalla passione di migliaia di livornesi».

In attesa di sviluppi anche tutti i tifosi. Siamo andati ad ascoltare quattro presidenti del club.

Nedo di Batte, patron del Campanile, si fa delle domande: «Dobbiamo conoscere i personaggi che si sono avvicinati al Livorno. Dopo di che possiamo esprimere un giudizio. La presenza della Banca Cerea in questa operazione dovrebbe essere una garanzia, ma non basta fino a quando non conosciamo gli acquirenti. Sono pure deluso. Se Spinelli va via così, un pio’ alla chetichella, finisce in modo inglorioso una gestione che ci ha portato in alto, ma che ala fine ha fatto arrabbiare anche i suoi più convinti sostenitori».

Enrico Fernandez Affricano è il presidente del Club Magnozzi: «La Banca Cerea è un istituto di media grandezza e si mette a finanziare l’operazione di sei imprenditori. Questa è una modalità che mi fa pensare. L’acquisto di una società di calcio è un affare molto più complesso, mica vengono a comprare una camicia. Spinelli dovrebbe fare chiarezza e spiegare anche chi sono i suoi interlocutori. La cosa che fa più male è che Spinelli rischia di chiudere molto male la sua esperienza livornese».

Corrado Nastasio guida da sempre il Club Porto: «Sarà la volta buona ? Le domande sono tante. Stiamo vivendo una situazione anomala per cui è giusto cercare di capire in quale mani può finire il Livorno se questa ipotesi di cessione dovesse diventare reale».

Chisura con Marco Putignano del Club Protti: «Da una parte spero che sia la volta buona che il presidente si faccia da parte, dall’altra però vorrei avere la sicurezza che – in caso di cessione – la società sia rilevata da persone affidabili. M on mi meraviglierei se alla fine decidesse di restare». —

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