Gioco
Un altro pezzo di storia che cade Spinosa saluta e va da Lucarelli
Il preparatore dei portieri è stato ben 11 anni in amaranto
il personaggio
Brutto come questo 2020 da incubo. Ecco la definizione corretta del Livorno che ha disputato il peggior campionato della propria storia. Zero dignità e scelte sbagliate: dalla prima all’ultima. Una tempesta che ha strappato bandiere che garrivano al vento da anni. È il caso di Pietro Spinosa, lo storico preparatore dei portieri che a metà luglio – a stagione tecnicamente non ancora conclusa – è stato rimandato a casa. Così nel finale di stagione abbiamo assistito anche la triste scena di portieri che si allenavano da soli nel prepartita.
Nei giorni scorsi – dopo aver atteso invano sviluppi societari del Livorno - Spinosa ha firmato un biennale per la Ternana di Cristiano Lucarelli che proprio qui lo aveva apprezzato. Spinosa arrivò a Livorno nel 2002. Era un fedelissimo di Osvaldo Jaconi al quale aveva fatto vincere il campionato di C1 nel 1996 con il Castel di Sangro. La storia è arcinota. Spinosa gioca il suo unico minuto di quella stagione entrando al posto del portiere De Juliis al sessanta secondi dalla fine del secondo tempo supplementare della finale playoff di Foggia contro l’Ascoli. E ‘Pierino’ para il rigore decisivo.
L’amicizia con Jaconi non si spezzerà più e dopo la promozione in B del 2002, il Vodz, lo volle nel suo staff tecnico. E a Livorno, Spinosa restò anche dopo le dimissioni del suo mentore, arrivate a metà giugno. Fece parte dello staff di Donadoni. Fu il primo di ben 11 anni passati sul campo a parlare poco e a lavorare molto. A formare fior di portieri che hanno tratto grande beneficio dalla innovativa metodologia di allenamento studiata e praticata da Spinosa. Basta chiedere a Marco Amelia o anche a Luca Mazzoni. Sono passati gli anni e decine di allenatori (da Orsi e Camolese ad Acori, Panucci, Cristiano Lucarelli fino a Breda, Tramezzani e Filippini), ma lui è praticamente rimasto sempre qui tranne qualche parentesi altrove. Ogni allenatore che si è seduto sulla panchina amaranto sapeva fin dall’inizio che i propri portieri, sotto la guida attenta di Spinosa, sarebbero stati in ottime mani. Prima di andare via dalla “sua” Livorno, Spinosa ha affidato al proprio profilo facebook il saluto alla città e ai tifosi «per come mi hanno accolto e stimolato a dare sempre il massimo». Arrivederci, Pietro.
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