Gioco
Un’altra “voce”: la Banca Cerea di Verona tratta il Livorno
LIVORNO
Dopo un libanese, uno spagnolo e un americano, adesso si torna in Italia. Per una trattativa che si è aperta ma non si sa dove andrà a finire.
L’ultima voce di questa estate sulla cessione del club amaranto parte dal Veneto, in direzione Genova. Parte dalla Banca Cerea, con sede in provincia di Verona: un funzionario di questa banca starebbe infatti finanziando (a nome di imprenditori) l’acquisto del Livorno e avrebbe già formulato una proposta che, da quanto ci risulta, sarebbe inferiore agli 800mila euro. Ma sui numeri si starebbe discutendo e Spinelli sotto questo profilo sembrerebbe flessibile.
Ma chi c’è dietro alla Banca Cerea? Partiamo dal presupposto che si tratta di una banca con 14 sportelli, di cui 11 nella provincia di Verona e 3 nella provincia di Mantova, dunque un raggio d’azione limitato e un giro d’affari distante da Livorno. La sede è appunto a Cerea, 16mila anime in provincia di Verona: banca che nasce addirittura nel 1987 e da allora ha cambiato diverse volte la sua denominazione fino a entrare nel marzo del 2019 nel Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea. Una banca dunque piccola ma seria, con 64 dipendenti e 1387 soci, non la finanziaria di turno. Inevitabile chiedersi come due mondi così lontani come una banca in provincia di Verona e una squadra di calcio in Toscana, possano trovare un punto logico d’incontro.
Questa Banca Cerea nelle scorse settimane è già scesa in pista per fare da catalizzatore nell’acquisto del Carpi, altra società di serie C. Il patron Stefano Bonacina, dopo anni alla guida del Carpi, con tanto di avventura in serie A, ha deciso di cedere e come acquirente è spuntata proprio la Banca Cerea. Che ha seguito la trattativa in prima persona col presidente Luca Paolo Mastena, anche se nella gestione ci saranno poi due imprenditori di Carpi e due di Verona.
Non sono mancate però le polemiche visto che come presidente è stato nominato Simone Morelli, ex vicesindaco e assessore di Carpi, che il tribunale di Modena a febbraio ha rinviato a giudizio per tentata concussione. In più, ci dicono i colleghi di Modena, entrerebbe anche un imprenditore toscano arrestato a Dubai qualche anno fa. Chiariamo subito: questi nomi non sono legati al Livorno, gli imprenditori che eventualmente entrerebbero nel Livorno sono altri, casomai bisogna vedere se comunque dietro c’è una regia comune.
Sarà eventualmente interessante (se le parti vanno verso l’accordo) capire la logica per la quale un istituto bancario della provincia di Verona interviene per finanziare l’acquisto del Carpi e del Livorno in pochi giorni. Qualcuno garantisce che ci sarebbe già un nome prescelto da questo gruppo per la gestione sportiva del Livorno, un nome che starebbe lasciando molto perplesso Aldo Spinelli. Se è una trattativa destinata a sbocciare o a morire, lo scopriremo di sicuro nel giro di 4-5 giorni. Ma intanto ci sarebbe già un’offerta sul piatto. Chissà. Vedremo. —
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