Il Tirreno

Livorno

“Cari Genitori, cari nonni, incitate ma...» Alle Sorgenti il benvenuto è inno al fairplay

DARIO SERPAN
“Cari Genitori, cari nonni, incitate ma...» Alle Sorgenti il benvenuto è inno al fairplay

Il ds Marco Braccini ha fatto apporre un cartello per chi assiste alle partite: «Non è calcio senza educazione» 

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la storia



«Cari genitori, cari nonni. Se siete venuti per vedermi giocare, ricordate che l’allenatore ha il compito di allenare, l’arbitro di arbitrare, io di giocare. Divertitevi anche voi! Il Vostro compito è quello di incitare la mia squadra.. quindi non pensate ai consigli tecnici. Non urlate… mi mettete in confusione. Non insultate l’arbitro e gli avversari… sono ragazzi come me. Ricordate che ho il diritto di sbagliare. Perdere non è una tragedia. State sereni. Godetevi la partita». Sembra una lettera scritta, con il cuore in mano, da un ragazzino che ama il calcio e vuole scendere in campo solo per il piacere di giocare, divertirsi e stare insieme ai suoi compagni. La normalità, si direbbe, ma sui campi di provincia accade spesso che gli animi si accendano e talvolta si esageri.

Oltrepassare il limite è un attimo quando si dimentica la funzione educativa, sociale e ludica del calcio, soprattutto a livello giovanile. Ecco perché quella sorta di lettera è diventata un appello stampato in più cartelli che la Pro Livorno Sorgenti ha posto all’ingresso degli impianti ove svolge la sua attività.

Come un biglietto da visita, un promemoria, le istruzioni per l’uso prima che il pubblico guadagni gli spalti per assistere alle partite. Dettate ed esposte come se uscissero dalla voce pura e innocente di qualsiasi giovane calciatore o calciatrice. Anche adesso che, a causa dell’emergenza Covid-19, l’accesso del pubblico è interdetto sui campi sportivi, quel cartello realizzato dalla Pls ha comunque un valore. Forse assume il senso della speranza, che presto si torni a giocare e tifare sugli spalti, e che questo lungo stop riporti tutti alla giusta dimensione dello sport.

Marco Braccini, direttore sportivo biancoverde, ricorda quando e come nacque questa iniziativa: «Quando arrivai alla Pls nella stagione 2013/14, con gli altri dirigenti cominciammo a studiare una serie di iniziative per distinguerci sotto vari aspetti. Cercando sul web trovai un cartello simile a quello che poi abbiamo realizzato nel 2014. Ci lavorai sopra, recando le opportune modifiche e lo presentai alla società e l’idea piacque. Fu il compianto Carlo Mini a occuparsi di stamparne 3 copie: una per il Cini (o Gymnasium, ndr), le altre due per il Magnozzi, dove poi il maltempo ne ha sradicata una, così resta solo quella che si trova al cancello che dà accesso alla tribuna. Fu un’idea per dare un segnale in un momento in cui stavamo lavorando sul piano disciplinare». Una delle tante, come ricorda Braccini: «Portavamo avanti collaborazioni con gli arbitri per individuare i nostri giocatori più brontoloni, oppure penso alla scelta della società di raddoppiare le squalifiche senza senso. E poi la cura dell’immagine, il saluto al pubblico a fine gara. Tutte iniziative che ci hanno permesso di vincere 5 Coppe Disciplina consecutive. Quest’anno, solo il Covid ci ha impedito di conquistare la sesta». —



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