Gioco
Spinelli, tecnico e squadra: il futuro è pieno di incognite
Le offerte latitano ma il presidente vuole cedere prima del nuovo campionato Per la panchina i nomi più gettonati sono quelli di Auteri e Caserta
/ livorno
A 40 giorni dall’inizio del campionato di serie C il Livorno ha pochissime certezze. Non ha allenatore, non ha ancora messo mano alla costruzione della squadra, non conosce nel dettaglio futuro societario e relativi programmi anche se tutto lascia presagire che sarà Spinelli a guidare il vapore per la ventunesima stagione consecutiva. Questo quadro desolante è il risultato di un campionato imbarazzante, ma anche di almeno sei mesi in cui la bandiera amaranto è stata ostaggio di numerose trattative o pseudo tali che fino ad ora hanno ottenuto un solo risultato: la perdita di tempo prezioso.
AGOSTO TORRIDO
Per la verità i possibili acquirenti non si sono ancora dati per vinti. Il fantomatico Fernandez, il cui bonifico non è mai giunto a destinazione, conta di poter chiudere l’affare entro fine mese, ma quello del closing entro l’inizio di settembre è il pensiero di tutti gli altri soggetti interessanti: i quattro imprenditori italo-americani che hanno nell’avvocato Nucera il solo uomo di riferimento in Italia, e anche la cordata veronese che fa capo ad un istituto bancario.
Il guaio è che le buone intenzione non hanno seguito nei fatti e allora ecco che Spinelli – al quale si può imputare di tutto, ma di certo stavolta non la mancanza di volontà di cedere – ha dato mandato a Vittorio Cozzella di costruire la squadra per il prossimo campionato.
PANCHINA: IDEE E SCELTE
Proprio il Direttore Sportivo è una delle poche certezze – oltre alla categoria – di questo periodo. Cozzella già prima di Ferragosto, non appena ha avuto contezza delle dimissioni di Breda, si è messo al lavoro alla ricerca del nuovo allenatore, dato che Filippini non rientra nei piani di Spinelli. La prima idea ha portato al nome di Gaetano Auteri, specialista in promozioni in serie B, ma su di lui si è mosso per tempo il Bari che dovrebbe annunciarne ufficialmente l’incarico nelle prossime ore. Un nome gettonato è quello di Fabio Caserta, in uscita dalla Juve Stabia, ma si tratta di un allenatore molto quotato per la categoria e servirà uno sforzo economico per arrivarci. Un’ipotesi che potrebbe prendere corpo questa settimana è quella di promuovere in prima squadra Juriy Cannarsa che tanto bene ha fatto con la Primavera.
LA ROSA
Dopo il nodo allenatore, andranno sciolti quelli attinenti ai giocatori. Come anticipato nei giorni scorsi, sono dieci quelli che torneranno alla base: Romboli, Gasbarro, Gonnelli, Bresciani, Parisi, Agostino Rizzo, D’Angelo, Maiorino, Raicevic e Canessa. Di questi solo uno potrebbe rimanere nella sua ultima società di appartenenza: è Andrea Gasbarro che nei mesi passati al Pordenone ha convinto il presidente Lovisa, ora intenzionato a riscattarlo. Le questioni aperte, però sono tante. Individuati in Agazzi e Awua (se lo Spezia va in A aumentano le probabilità della sua permanenza in amaranto) i cardini attorno a cui costruire il nuovo Livorno, c’è da costruire quasi tutto.
I GIRONI
Per non farci mancare nulla sul fronte delle incertezze, la Lega di Serie C starebbe valutando di ridisegnare i tre gironi. Di sicuro il Livorno se la vedrà con tutte la altre toscane (rivedremo anche Grosseto e Lucchese), ma a oggi non è più certo che sarà inserito nel gruppo A, quello sulla carta più abbordabile. La nuova ipotesi è quella di non suddividere più le squadre del centro-nord tra ovest ed est, ma di tornare all’antico (dal 1972 al 1978) con le tre fasce geografiche nord-centro-sud. In questo caso gli amaranto finirebbero in un torneo più difficile per la presenza della emiliano-romagnole (ad esempio Modena Cesena), le umbre (due tra Perugia, Ternana e Gubbio) e le marchigiane. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
