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Il piano di Aldo Spinelli ha funzionato: Breda si dimette, lascia i soldi e se ne va dal Livorno

Alessandro Bernini
Il piano di Aldo Spinelli ha funzionato: Breda si dimette, lascia i soldi e se ne va dal Livorno

Una Pec inviata alla società ha chiuso il rapporto suo e del vice Melidoni. Intanto la cessione della società sembra lontana

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LIVORNO. Mettiamola così: nessuno lo ammetterà mai, ma il piano di Aldo Spinelli ha funzionato. Eccome se ha funzionato. Forse è andata anche meglio di come sperasse. Ieri intorno alle 17 Roberto Breda ha infatti inviato una Pec al Livorno Calcio nella quale annunciava le sue dimissioni. Sue e del vice Melidoni. Breda era ancora sotto contratto sino a giugno 2021. Dopo aver incassato i 180mila euro netti dell’ultimo campionato nonostante i due esoneri, adesso aveva un contratto che gli garantiva circa 100mila euro netti (in caso di serie C era previsto infatti quasi un dimezzamento dell’ingaggio).

Ma come si è arrivati a queste dimissioni? Nei giorni scorsi Aldo Spinelli aveva dato ordine al ds Cozzella di contattare Breda e di comunicargli che sarebbe stato lui (come da contratto) a dover guidare il Livorno nel prossimo campionato di serie C. Sin da subito è sembrato un modo studiato a tavolino per mettere Breda con le spalle al muro. Della serie: non ti sei ancora dimesso, e allora peggio per te, ora ti faccio allenare il Livorno.

Breda ci ha pensato qualche ora e poi ha preferito togliere il disturbo. Sapeva che ritornare a Livorno sarebbe stato un calvario, i rapporti con Spinelli e con la piazza sono ormai disintegrati da tempo. Ecco, forse si pensava che Breda chiedesse di arrivare alla rescissione consensuale (in questo caso poteva intascare qualche altro migliaio di euro) ma invece stavolta ha tagliato per sempre il cordone ombelicale. Adesso liberi tutti. Libero lui di trovarsi una panchina e libero il Livorno di non doverlo più pagare (il risparmio è stato di circa 200mila euro). Al di là di quelle che saranno le versioni ufficiali, Aldo Spinelli ha ottenuto esattamente quello che voleva.

Già, Spinelli. La sua volontà di lasciare il Livorno non è cambiata. Il clima in città è complicato, un gruppo di tifosi ha anche lanciato sui social l’idea di una protesta pubblica martedì sera. Ecco perché Spinelli, nonostante la scadenza dell’iscrizione sia vicina (24 agosto) apre la porta aperta a chiunque bussa manifestando un interesse per il Livorno.

I fatti, va detto, vanno però in altra direzione. Nel senso che, tra tutti quelli che si sono presentati a Genova, ce ne fosse uno che ha messo sul piatto 100 euro cash. Non Yousif, non Fernandez che anche ieri era a Genova ma del bonifico neanche l’ombra. Resta il gruppo del nord che ha come riferimento un dirigente di banca, e (sulla carta) resta il fondo italo-americano legato ad Amelia e all’avvocato Nucera. Appunto, “sulla carta”, perché l’unico contatto è stato una telefonata di Nucera ma poi non c’è stata neanche mezza proposta concreta.

Quindi giusto criticare Spinelli per le scelte disastrose dell’ultima stagione, ma non ci sentiamo di accusarlo di “non voler cedere il Livorno”. Poi si può discutere sugli 800mila euro, sui campi di Fauglia, sulle percentuali di rivendita, su tutto. E chi ha trattato (ovvero Yousif) aveva pure strappato condizioni migliori. Ma è impossibile negare che non c’è nessuno che sia uscito allo scoperto dicendo «ho offerto 100 euro ma Spinelli non me l’ha venduto». I soldi per provare a comprare il Livorno, a oggi, non ce li ha messi nessuno.


 

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