Gioco
Sull’onda dell’inclusività «Così ragazzi non vedenti hanno potuto surfare»
L’evento grazie alla collaborazione tra Surf4All e Real Eyes Sport Una tre giorni di puro divertimento con campioni ed istruttori
il racconto
A volte non è importante vedere con gli occhi se c’è qualcuno che ti aiuta ad ascoltare e guardare più lontano. L’esempio è quello del mare e di tutte le attività sportive legate a questo mondo meraviglioso dove la disabilità può essere superata regalando così momenti di inclusione e feleicità.
Successo oltre le aspettative per la tre giorni di Surf e Sup inclusivo andata in scena allo stabilimento balneare della polizia di stato (Calambrone) grazie alla collaborazione di Surf4All e Real Eyes Sport, associazioni che si occupano di sport e inclusività, che hanno permesso a un gruppo di ragazzi ipovedenti e non vedenti di cimentarsi con le tavole da surf e sup.
L’associazione Real Eyes Sport, nata da un’idea del campione mondiale ed europeo di sci nautico, nonché membro del consiglio nazionale del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) Daniele Cassioli, promuove la pratica sportiva motoria fra i bambini e ragazzi ipovedenti e non vedenti.
Cassioli, cieco dalla nascita, ha soggiornato con i ragazzi della sua associazione al centro non vedenti “Le Torri” del Calambrone, alternando mattinate di sport “a terra” all’interno del Centro Coni di Tirrenia dove i ragazzi hanno potuto praticare calcio e basket, mente il pomeriggio il focus si è spostato sul mare e le onde. Una tre giorni di puro divertimento, alla presenza fissa di alcuni agenti della polizia e con l’associazione Surf4All schierata in formazione tipo con tutti i propri istruttori (Mario Borsellini, Matteo Badalamenti, Laura Seroni), i volontari Giacomo Borghesi, Francesco Frigiotti, il suppista Davide Valsega e la cantante Talita McGrace e gli atleti di punta della nazionale italiana di Surf Adattato, su tutti il livornese Massimiliano Mattei, campione europeo in carica, nonché presidente dell’associazione Surf4All il fiorentino Lorenzo Bini, la pisana Chantal Pistelli e il romano Matteo Salandri.
La parte propedeutica si è svolta a terra, strutturata in varie stazioni e pensata soprattutto per stimolare i ragazzi a immaginare, e quindi costruire, mentalmente i gesti che avrebbero successivamente traslato in acqua, partendo dal contatto con le varie attrezzature (tavola da surf, bodyboard, tavola da sup, leash, pagaia, paraffina) e proseguendo con la spiegazione del take-off, la simulazione dell’instabilità dovuta alla sensazione di cavalcare l’onda utilizzando in alternanza indoboard e fitball, fino ad arrivare concetto di corrente.
Come da tradizione, al termine dell’esperienza, presso il centro non vedenti “Le Torri”, struttura ricettiva pensata per i non vedenti, è avvenuta la consegna degli attestati di partecipazione a tutti ragazzi che porteranno a casa un ricordo indelebile di un bellissimo percorso.
L’appuntamento, ovviamente, sarà per il prossimo raduno, quando a questi ragazzi se ne aggiungeranno altri che potranno, con l’aiuto di istruttori e campioni scoprire che possono cavalcare un’onda anche senza guardarla. —
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