Il Tirreno

Livorno

l’iniziativa 

Il vero falso e il falso vero: le teste di Modì vanno in buca

Francesco Parducci
Il vero falso e il falso vero: le teste di Modì vanno in buca

Successo del Challange al Golf Club, tra i partecipanti anche Michele Ghelarducci E il “re della beffa” per l’occasione mette in palio le sue creazioni

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LIVORNO

“In quelle scabre teste c'è l'annuncio, c'è la presenza”. Così scriveva Cesare Brandi, uno dei più celebrati critici d'arte all'indomani del ritrovamento delle prime due teste attribuite a Modigliani, nel luglio del 1984.

Annuncio di cosa e presenza di cos'altro non era ben chiaro, ma in realtà c'era soltanto il tentativo di una provocazione artistica da parte di un pittore-portuale, Angelo Froglia, e la voglia di burla di tre ragazzi all'epoca non ancora ventenni, Pietro Luridiana, Pierfrancesco Ferrucci e Michele Ghelarducci. La storia è fin troppo nota, la critica d'arte ne uscì con le ossa rotte e qualcuno volle addirittura attribuire ai ragazzi intenti destabilizzatori nei confronti dell'amministrazione comunale.

In realtà si trattava di un qualcosa perfettamente in linea con la tradizione livornese e toscana in genere: la burla, lo scherzo fa parte del nostro dna e Boccaccio non è nato a Domodossola. Si disse che era impossibile aver fatto una testa del genere in pochi giorni e ci volle la diretta TV su Rai1 (sempre con martello, scalpello e Black & Deker) per sancire la sconfitta della critica e per fugare ogni dubbio sulla “falsa autenticità” di Modì 2: in tre ore un'altra testa era cosa fatta.

Oggi Luridiana e Ghelarducci sono è imprenditori rispettivamente nel settore informatico e delle spedizioni, Ferrucci è direttore dell'unità di oncologia del melanoma dell'Istituto Europeo di oncologia. Ma, Ghelarducci, è anche un golfista di primissimo livello e di lì è venuta l'idea: nel quadro delle celebrazioni per il centenario della morte di Modigliani, dare vita a una gara che ricordasse quella che ancora oggi viene definita la burla del XX secolo. Anzi, un challenge da ripetere ogni anno, nella domenica più vicina al 24 luglio, il giorno del ritrovamento nel Fosso Reale della Modì 2.

I 4 vincitori (Tolomei, Cambi, Cerrai e Dottori, come si legge a fianco) si sono portati a casa altrettanti calchi prodotti da Ghelarducci, mentre il vero falso (o il falso vero?) resterà al Circolo Golf Livorno previa incisione dei loro nomi. E così sarà ogni anno, nella domenica più vicina all'anniversario del ritrovamento.

Per una volta la gara ha avuto il suo momento clou al momento della premiazione, presente anche Pierfrancesco Ferrucci (del trio della beffa mancava soltanto Pietro Luridiana), diventata una specie di happening.

Quando il presidente del Golf Club Livorno Andrea Scapuzzi aveva già preso la parola ringraziando i presenti e lo stesso Ghelarducci per l'idea che ha dato vita all'iniziativa, un numeroso gruppo di amici dello “scultore” ha fatto irruzione sulla terrazza della Club House tutti vestiti con una maglietta a lui dedicata nella quale il protagonista della giornata è fotografato (giovanissimo, all'epoca dei fatti aveva soltanto 19 anni) con in mano la celeberrima Modì 2.

La maglietta numero 1, con le firme di tutti gli amici e debitamente incorniciata è stata donata a un Ghelarducci visibilmente commosso. —



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