Gioco
«C’è un progetto per la serie A ecco perché siamo a Livorno»
Presentati Ammannato e Castelli, i due top player ingaggiati dalla Libertas ’47 «È stata allestita una squadra che ha tutte le carte in regola per vincere»
LIVORNO
Una tempesta di entusiasmo ha accolto giovedì sera, nella tradizionale cornice del ristorante Guglie, Marco Ammannato e Riccardo Castelli, i due top player che Il Tirreno aveva annunciato nei giorni scorsi e che permetteranno alla Libertas Livorno 1947 di presentarsi ai nastri di partenza del prossimo campionato di Serie B con il petto in fuori e con un obiettivo ben più ambizioso della salvezza. Entrambi - classe 1988 - hanno sottoscritto accordi triennali, a conferma di un progetto da vivere nel presente ma che al tempo stesso rivolge uno sguardo ad un futuro ancor più luminoso.
«Altrimenti non avrei accettato - ha ammesso Marco Ammannato (203 cm per 104 kg di Bagno a Ripoli), prodotto del settore giovanile della Mens Sana Siena che vanta una lunghissima militanza in Serie A2 con le maglie di Veroli, Reggio Calabria, Derthona, Scafati e Piacenza - inizialmente ero un po’ scettico, ma al termine di un pranzo con il presidente Consigli e il giemme Dellanoce la prospettiva è cambiata radicalmente. Sono stati talmente bravi a convincermi, che ci sono cascato (ride, ndr). Sono qua per vincere, e il roster che è stato allestito ha tutte le carte in regola per farlo. Ho accettato questa sfida per riportare la Libertas sul palcoscenico che le compete, di conseguenza non possiamo limitarci a pensare alla salvezza. Poi - ovviamente - dipenderà pure da molti altri fattori, fortuna compresa».
Non è uno che le manda a dire, Marco Ammannato. Così come Riccardo Castelli (200 cm per 90 kg originario di Cuneo), strappato all’Use Empoli grazie ad una intuizione di Dellanoce: «Mi associo a quanto detto da Marco - ha proseguito la 32enne ala forte ed una carriera nata ad Asti e successivamente proseguita tra (poca) Serie B e (tanta) Serie A2 con le casacche di Treviglio, Casalpusterlengo, Agrigento, Recanati, Ferrara, Udine e Forlì (con Garelli) - non siamo certo qua per fare le comparse. Il primo contatto con la Libertas 1947 risale a circa un mese fa: coach Garelli - con il quale avevo già lavorato - e il giemme Dellanoce mi hanno illustrato il progetto e nelle loro parole ho colto l’entusiasmo che si respira qua. Non ci è voluto dunque molto ad accettare un disegno che mira alla Serie A, per di più in una città dove il basket da sempre è considerato come una specie di religione. Io e Marco (Ammannato, ndr) i trascinatori del gruppo? Non penso, metteremo in campo tutta la nostra esperienza ma le partite si vincono e si perdono in 10. Ogni domenica, ne sono sicuro, cambierà il protagonista».
A completare il quadro, tutta la soddisfazione di coach Gigi Garelli: «Le opportunità, quando si presentano, vanno colte. E così abbiamo fatto con Marco (Ammannato, ndr) e Riccardo (Castelli, ndr); si tratta di due giocatori con un vissuto importante, in particolar modo in Serie A2, ma sono ancora nel pieno delle motivazioni e contribuiranno in maniera importante al processo di crescita della Libertas 1947. Senza dubbio, con due elementi di questo calibro, l’asticella si alza verso l’alto. Ognuno di noi è qui per vincere, e tutti facciamo parte di un percorso volto a guadagnare un’altra categoria. Che tipo di squadra allenerò? Equilibrata, capace di difendere e di attaccare con qualità». —
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