Il Tirreno

Livorno

«C’è un progetto per la serie A ecco perché siamo a Livorno»

Andrea Masini
«C’è un progetto per la serie A ecco perché siamo a Livorno»

Presentati Ammannato e Castelli, i due top player ingaggiati dalla Libertas ’47 «È stata allestita una squadra che ha tutte le carte in regola per vincere» 

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LIVORNO

Una tempesta di entusiasmo ha accolto giovedì sera, nella tradizionale cornice del ristorante Guglie, Marco Ammannato e Riccardo Castelli, i due top player che Il Tirreno aveva annunciato nei giorni scorsi e che permetteranno alla Libertas Livorno 1947 di presentarsi ai nastri di partenza del prossimo campionato di Serie B con il petto in fuori e con un obiettivo ben più ambizioso della salvezza. Entrambi - classe 1988 - hanno sottoscritto accordi triennali, a conferma di un progetto da vivere nel presente ma che al tempo stesso rivolge uno sguardo ad un futuro ancor più luminoso.

«Altrimenti non avrei accettato - ha ammesso Marco Ammannato (203 cm per 104 kg di Bagno a Ripoli), prodotto del settore giovanile della Mens Sana Siena che vanta una lunghissima militanza in Serie A2 con le maglie di Veroli, Reggio Calabria, Derthona, Scafati e Piacenza - inizialmente ero un po’ scettico, ma al termine di un pranzo con il presidente Consigli e il giemme Dellanoce la prospettiva è cambiata radicalmente. Sono stati talmente bravi a convincermi, che ci sono cascato (ride, ndr). Sono qua per vincere, e il roster che è stato allestito ha tutte le carte in regola per farlo. Ho accettato questa sfida per riportare la Libertas sul palcoscenico che le compete, di conseguenza non possiamo limitarci a pensare alla salvezza. Poi - ovviamente - dipenderà pure da molti altri fattori, fortuna compresa».

Non è uno che le manda a dire, Marco Ammannato. Così come Riccardo Castelli (200 cm per 90 kg originario di Cuneo), strappato all’Use Empoli grazie ad una intuizione di Dellanoce: «Mi associo a quanto detto da Marco - ha proseguito la 32enne ala forte ed una carriera nata ad Asti e successivamente proseguita tra (poca) Serie B e (tanta) Serie A2 con le casacche di Treviglio, Casalpusterlengo, Agrigento, Recanati, Ferrara, Udine e Forlì (con Garelli) - non siamo certo qua per fare le comparse. Il primo contatto con la Libertas 1947 risale a circa un mese fa: coach Garelli - con il quale avevo già lavorato - e il giemme Dellanoce mi hanno illustrato il progetto e nelle loro parole ho colto l’entusiasmo che si respira qua. Non ci è voluto dunque molto ad accettare un disegno che mira alla Serie A, per di più in una città dove il basket da sempre è considerato come una specie di religione. Io e Marco (Ammannato, ndr) i trascinatori del gruppo? Non penso, metteremo in campo tutta la nostra esperienza ma le partite si vincono e si perdono in 10. Ogni domenica, ne sono sicuro, cambierà il protagonista».

A completare il quadro, tutta la soddisfazione di coach Gigi Garelli: «Le opportunità, quando si presentano, vanno colte. E così abbiamo fatto con Marco (Ammannato, ndr) e Riccardo (Castelli, ndr); si tratta di due giocatori con un vissuto importante, in particolar modo in Serie A2, ma sono ancora nel pieno delle motivazioni e contribuiranno in maniera importante al processo di crescita della Libertas 1947. Senza dubbio, con due elementi di questo calibro, l’asticella si alza verso l’alto. Ognuno di noi è qui per vincere, e tutti facciamo parte di un percorso volto a guadagnare un’altra categoria. Che tipo di squadra allenerò? Equilibrata, capace di difendere e di attaccare con qualità». —



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