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Livorno

Il baby Livorno ko ma non sfigura

Fabrizio Pucci
Il baby Livorno ko ma non sfigura

Filippini rivoluziona la squadra col Benevento: tanta generosità e un’altra sconfitta. Pallecchi il migliore 

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Fabrizio Pucci/ LIVORNO

Pronostico rispettato. Sulla ruota di Benevento è uscito l’1 che più fisso non poteva essere dato l’assunto di partenza: i 56 punti di distacco in classifica che certificavano a priori la differenza tra la più bella del reame e il brutto anatroccolo della serie B.

Gli amaranto, però, almeno non hanno sfigurato e sono rimasti in partita fino ai secondi finali sebbene Filippini avesse consegnato la maglia da titolare a chi titolare, quest’anno non era mai stato: Ricci, Marie-Sainte eTrovato oltre al debuttante assoluto Bellandi. Roba da far sembrare un veterano anche il baby Pallecchi, risultato poi tra i migliori in campo. Tutti hanno raggiunto la sufficienza in una partita giocata in un clima surreale non solo per l'assenza di pubblico, ma anche per i futuri e opposti destini delle due squadre.

Il gatto e il topo. Il Benevento ha viaggiato per molti minuti a filo di gas. Dopo aver ammazzato il campionato, in settimana si è concesso pure quattro giorni di vacanza in Sardegna e con un paio di allenamenti nelle gambe è sceso in campo con l’atteggiamento sornione del gatto che vuole divertirsi con il topo. Filippini, però aveva preparato bene la partita: difesa ordinata, il baby Bellandi regista basso e ripartenze veloci con i guastatori Trovato (buona prova) e Pallecchi pronti ad innescare Murilo che già al 7’ con un colpo di tacco volante ha sporcato i guantoni di Montipò facendo ben presto evaporare la certezza del portiere di trascorrere al ‘Vigorito’ un’appendice della vacanza sarda. Alla fine saranno almeno cinque i suoi interventi decisivi. Il Benevento ha risposto con una pressione costante, resa vana da Bogdan (miracoloso salvataggio sulla linea al 13’ su Sau) e dalla voglia di entrare letteralmente in porta con il pallone con azioni ‘alla mano’. Alla mezz’ora il vantaggio della capolista. Cross di Rillo, torre di uno spentissimo Moncini e gol facile facile di Sau. Il tempo di un paio di paratone di Montipò (su Murilo e Trovato) e poi tutti negli spogliatoio.

Rimonta e sconfitta. A inizio ripresa c’è stato il sussulto amaranto. Solare fallo di mano di Schiattarella in area e rigore che Murilo ha trasformato con freddezza (11’). Punto nell’orgoglio, il cingolato giallorosso – seppur senza strafare – ha impiegato qualche minuto per riprendere in mano la partita e per riportarsi in vantaggio con Sau abile a correggere di testa (lui che non arriva al metro e settanta) un cross di Maggio con i centrali della difesa amaranto (che invece superano il metro e novanta) assenti ingiustificati. Nel finale c’è stato spazio anche per Pecchia, Haoudi (che ha sfiorato il pari con una conclusione da fuori area), Nunziatini e Fremura.

Il Livorno ha finito con cinque ‘Millennial’ in campo. Hanno visto da vicino il calcio di punizione con Kragl ha fissato il finale sul troppo mortificante 3-1 e hanno fatto un pieno d'esperienza. Da oggi il Benevento continuerà a dare concretezza ai suoi sogni (per la serie A i Sanniti hanno messo gli occhi su Gervinho), mentre le notti amaranto saranno popolate da incubi: la certezza della serie C e l'incertezza societaria, tra cordate di possibili acquirenti e il presidente Spinelli che attende il miglior offerente senza disprezzare l'idea di affidare la gestione a un suo uomo di fiducia. Sì. Nella nostra vita abbiamo visto tempi decisamente migliori. —

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