Gioco
Livorno fantasma in attacco, ma almeno contro lo Spezia salva la faccia
Gli ospiti passano su un’incertezza del portiere amaranto. Rosso a Coppola In tribuna Amelia prende appunti per l’imprenditore italo-americano
LIVORNO. Nessuno si aspettava qualcosa di diverso. Anzi, il rischio era quello di un risultato davvero pesante. Antonio Filippini non l’aveva nascosto: «Niente illusioni, non mi aspetto tante occasioni per noi». E infatti il Livorno non crea, non tira, non entra mai nell’area avversaria. Certo, qualcuno si sacrifica, ma anche nel primo tempo - dove gli amaranto provano a tenere botta - l’impressione è che prima o poi lo Spezia segnerà. Lo farà a inizio ripresa sulla solita incertezza di Plizzari, ormai più vicino alla parabola di Scuffet che al fenomeno Donnarumma. Con lo Spezia finisce 0-1 e i numeri ci fanno vergognare sempre di più, ma non è certo colpa delle ultime prestazioni: in casa siamo a 12 sconfitte su 17 e l’ultima vittoria risale a un pomeriggio di novembre con il piumino addosso, otto mesi e mezzo fa.
AMELIA IN TRIBUNA
Per il Livorno la partita conta zero, Filippini preferisce salvare la faccia e non fa debuttare i tanti Primavera portati in panchina, così i riflettori sono tutti per Marco Amelia. Accredito, mascherina e occhi puntati sui giocatori che eventualmente potrebbero far parte del prossimo progetto amaranto. Sì, perché l’ex portiere è l’allenatore individuato dall’imprenditore italo-americano nel caso in cui riuscisse a chiudere la trattativa con la famiglia Spinelli: nelle ultime ore sono arrivate delle smentite, ma i contatti tra le parti ci sono stati ed è partita anche la due diligence con l’analisi dei costi di gestione. Insomma, un indizio sul futuro, anche se la strada è lunga.
DIFESA PIÙ PALLECCHI.
Filippini conferma il 3-5-2, ma in realtà il Livorno difende per tutto il primo tempo e la squadra - costretta ad abbassarsi - si chiude in una sorta di 5-4-1: Morelli e Seck scivolano sulla linea dei tre centrali, Awua copre sulla sinistra e Pallecchi si sacrifica dalla parte opposta, chiudendo le linee di passaggio intorno a Vitale. Proprio Pallecchi è il più vivace: lotta, corre, cerca la profondità, nel primo quarto d’ora guadagna più falli (3) di Mazzeo e Braken in tutta la stagione. Filippini telecomanda soprattutto i più giovani, Coppola in primis, ma anche Awua e Morelli. E nella prima mezz’ora il Livorno non soffre, poi però comincia a scricchiolare: Mastinu infila i centrali amaranto e spara a lato sull’uscita di Plizzari, Gudjohnsen non è preciso di testa e il diagonale di Ferrer dalla destra non trova l’angolino. Il gol-partita arriva a inizio ripresa, con la punizione di Mastinu che beffa Plizzari e tiene vivo il sogno serie A dello Spezia. A quel punto la partita scorre in attesa del triplice fischio: c’è il rosso a Coppola per una gomitata, c’è l’uscita a sorpresa del migliore (Pallecchi) per uno dei tanti attaccanti disastrosi di quest’anno (Braken) e c’è l’ennesima sconfitta di questa stagione. Speriamo solo che questa agonia finisca presto.
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