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Livorno fantasma in attacco, ma almeno contro lo Spezia salva la faccia

Gianni Tacchi
Livorno fantasma in attacco, ma almeno contro lo Spezia salva la faccia

Gli ospiti passano su un’incertezza del portiere amaranto. Rosso a Coppola In tribuna Amelia prende appunti per l’imprenditore italo-americano

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LIVORNO. Nessuno si aspettava qualcosa di diverso. Anzi, il rischio era quello di un risultato davvero pesante. Antonio Filippini non l’aveva nascosto: «Niente illusioni, non mi aspetto tante occasioni per noi». E infatti il Livorno non crea, non tira, non entra mai nell’area avversaria. Certo, qualcuno si sacrifica, ma anche nel primo tempo - dove gli amaranto provano a tenere botta - l’impressione è che prima o poi lo Spezia segnerà. Lo farà a inizio ripresa sulla solita incertezza di Plizzari, ormai più vicino alla parabola di Scuffet che al fenomeno Donnarumma. Con lo Spezia finisce 0-1 e i numeri ci fanno vergognare sempre di più, ma non è certo colpa delle ultime prestazioni: in casa siamo a 12 sconfitte su 17 e l’ultima vittoria risale a un pomeriggio di novembre con il piumino addosso, otto mesi e mezzo fa.

AMELIA IN TRIBUNA

Per il Livorno la partita conta zero, Filippini preferisce salvare la faccia e non fa debuttare i tanti Primavera portati in panchina, così i riflettori sono tutti per Marco Amelia. Accredito, mascherina e occhi puntati sui giocatori che eventualmente potrebbero far parte del prossimo progetto amaranto. Sì, perché l’ex portiere è l’allenatore individuato dall’imprenditore italo-americano nel caso in cui riuscisse a chiudere la trattativa con la famiglia Spinelli: nelle ultime ore sono arrivate delle smentite, ma i contatti tra le parti ci sono stati ed è partita anche la due diligence con l’analisi dei costi di gestione. Insomma, un indizio sul futuro, anche se la strada è lunga.

DIFESA PIÙ PALLECCHI.

Filippini conferma il 3-5-2, ma in realtà il Livorno difende per tutto il primo tempo e la squadra - costretta ad abbassarsi - si chiude in una sorta di 5-4-1: Morelli e Seck scivolano sulla linea dei tre centrali, Awua copre sulla sinistra e Pallecchi si sacrifica dalla parte opposta, chiudendo le linee di passaggio intorno a Vitale. Proprio Pallecchi è il più vivace: lotta, corre, cerca la profondità, nel primo quarto d’ora guadagna più falli (3) di Mazzeo e Braken in tutta la stagione. Filippini telecomanda soprattutto i più giovani, Coppola in primis, ma anche Awua e Morelli. E nella prima mezz’ora il Livorno non soffre, poi però comincia a scricchiolare: Mastinu infila i centrali amaranto e spara a lato sull’uscita di Plizzari, Gudjohnsen non è preciso di testa e il diagonale di Ferrer dalla destra non trova l’angolino. Il gol-partita arriva a inizio ripresa, con la punizione di Mastinu che beffa Plizzari e tiene vivo il sogno serie A dello Spezia. A quel punto la partita scorre in attesa del triplice fischio: c’è il rosso a Coppola per una gomitata, c’è l’uscita a sorpresa del migliore (Pallecchi) per uno dei tanti attaccanti disastrosi di quest’anno (Braken) e c’è l’ennesima sconfitta di questa stagione. Speriamo solo che questa agonia finisca presto.

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