Gioco
Livorno-Spezia con spettatore d’eccezione In tribuna Amelia inviato dal nuovo acquirente
Partita senza molto da dire, Filippini chiede una prova d’orgoglio: «Ci sarà spazio anche per alcuni nostri giovani»
LIVORNO
Con la retrocessione matematica questa serie B appartiene già ad un passato da dimenticare in fretta. O – forse – anche da ricordare per evitare uno simile scempio in futuro perché può succedere di retrocedere, ma non in questo modo vergognoso specie in una piazza gloriosa come quella amaranto.
In calendario rimangono cinque partite, ma saranno buone solo per le statistiche a cominciare dalla sfida di stasera con lo Spezia di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Per fortuna si gioca a porte chiuse per cui i tifosi amaranto non dovranno subire gli sfotto dei rivali che all’Ardenza hanno banchettano e danzato ebbri di gioia nelle ultime cinque uscite. Roba da non crederci, eppure è così. E – se tanto ci dà tanto – questa sera alle undici i successi consecutivi degli aquilotti in casa amaranto saranno sei.
D’altronde c’è poco da fare: stasera il solco sarà scavato dalle motivazioni – loro sono in lotta per il miglior piazzamento nella griglia playoff se non per la promozione diretta - oltre che dalla differenza di valori in campo. Così ci troveremo nella spiacevolissima condizione di dover limitare i danni.
Lo sa per primo Antonio Filippini che alla vigilia è stato onesto: «Ce la dobbiamo giocare anche se la nostra squadra è rimaneggiata. Agazzi non ha recuperato, Porcino, Marsura e Mazzeo sono stati convocati, ma sono in dubbio a causa di problemi muscolari. Ho aggregato Bellandi e Haoudi. Molti giovani non si sono mai confrontati con gli adulti. Ci mancherà fisicità ed esperienza, ma dobbiamo limitarli e ripartire nella consapevolezza che non mi aspetto tante palle gol per noi. vremo molti Primavera in campo e in panchina».
Poi Il tecnico amaranto ha parlato degli avversari: «Lo Spezia? Insieme al Benevento dal mio punto di vista è la squadra più forte del campionato per individualità, organico e anche per impianto di gioco»,
Etichettata come male necessario la parte finale del campionato, stasera però potrebbe iniziare il futuro del Livorno che al momento è avvolto dal mistero. Si gioca senza pubblico, ma non solo per questo motivo sugli spalti non passerà inosservata la presenza di Marco Amelia che ha chiesto ed ottenuto un accredito per assistere alla partita.
L’ex portiere amaranto – al quale sono legati ricordi meravigliosi – non sarà allo stadio solo nelle vesti di tifoso del Livorno. L’eroe di Belgrado, che si trova in città già qualche giorno, infatti è dentro il progetto dell’imprenditore italo-americano interessato all’acquisto della società.
Se l’affare dovesse andare in porto Amelia sarebbe l’allenatore della squadra 2020/21 e con prospettiva in testa effettuerà ‘sul campo’ una prima ricognizione tecnica sui singoli giocatori, che essi siano giovani della Primavera, o i più esperti del gruppo
. A prescindere dal finale (tutto da scrivere) di questa nuova ‘trattativa’ il segnale è comunque forte e significativo perché dimostra che l'interessamento dell'imprenditore italo-americano al Livorno è reale. Non solo ha già effettuato la 'due diligence', ma si è spinto oltre mandando in avanscoperta Amelia come allenatore “designato”. La scalata alla società insomma sembra prendere corpo velocemente anche perché il tempo stringe e c’è da progettare la pronta risalita in serie B. Come detto ieri, ci sono però anche altre ipotesi, compreso il “piano B” che porterebbe un nuovo direttore generale a gestire la società. Il futuro, mai come stavolta, è davvero tutto da scrivere. —
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