Gioco
Nelle ultime sei partite guardiamo al futuro: ecco i giovani per il Livorno di domani
Contro la Cremonese potrebbe arrivare la retrocessione matematica in serie C. Coppola, Ruggiero e Ricci sono gli amaranto da tenere d’occhio
LIVORNO. «Stiamo lavorando su due binari paralleli: vogliamo chiudere nel miglior modo possibile la stagione ed effettuare valutazioni sui nostri giocatori giovani in prospettiva futura con particolare riferimento al prossimo campionato». Parole di Antonio Filippini che nei giorni scorsi – sfumata come previsto la salvezza – ha stilato il canovaccio da seguire nel finale di campionato. Sono una mezza dozzina i ragazzi che in questo scorcio di stagione proveranno a convincere la società a farli restare anche nel roster della prossima serie C.
ALESSANDRO COPPOLA (DIFENSORE, CLASSE 2000)
Ha debutto in occasione della sconfitta interna con il Venezia quando è entrato nel secondo tempo a frittata già andata ampiamente in cottura. Poi Filippini gli ha concesso la maglia da titolare a Trapani dove nel complesso se l’è cavata anche se dobbiamo dire che davanti c’era una squadra tecnicamente imbarazzante. Di lui ha convinto la concretezza, il fatto che non va troppo per il sottile. I suoi modi in campo sono spicci. Vista la sua stazza – è alto oltre due metri – gioca di prepotenza e talvolta al limite del regolamento. In C potrebbe tornare utile magari come rincalzo di un centrale con i controfiocchi.
GENNARO RUGGIERO (CENTROCAMPISTA, CLASSE 2000)
Per lui le presenze sono quattro, tutte collezionate da quando alla guida della squadra c’è Filippini. Può giocare da interno, ma è sempre stato utilizzato sulla fascia. Ha corsa e temperamento, ma si capisce che è ancora acerbo. Prima di questo campionato non aveva mai giocato in serie B per cui sta pagando lo scotto del noviziato. Andrebbe rivisto al piano di sotto. Di sicuro deve acquisire un pizzico di personalità in più perché il compitino non basta. Né in B né altrove.
MATTEO PALLECCHI (ATTACCANTE, CLASSE 2000)
Il suo debutto in serie B risale alla partita di andata con il Trapani. È sempre rimasto nell’orbita della prima squadra a prescindere da chi ne fosse l’allenatore (Breda, Tramezzani, Filippini) e questo significa che il ragazzo ha dei numeri. Per una valutazione approfondita e circostanziata dovrà aumentare il proprio minutaggio in questa ultima parte del campionato di Serie B visto che fino ad ora è stato utilizzato con il contagocce. È in odore di riconferma per la C. Potrebbe infatti risultare inutile mandarlo a farsi le ossa nella stessa categoria.
MATTEO RICCI (PORTIERE, CLASSE 1994)
Anche l’attuale secondo portiere è sotto osservazione. L’anno prossimo in serie C la società potrebbe al limite anche decidere di puntare su di lui come titolare in modo da far crescere senza pressioni il vero gioiello di casa, il baby Filippo Neri che Antonio Filippini ha già portato più volte in panchina.
ALAIN FREMURA (DIFENSORE, CLASSE 2001)
In occasione di Livorno-Venezia e della trasferta di Trapani è andato in panchina. Nel suo ruolo di esterno mancino è chiuso da Seck e Porcino e il ragazzo per ora ha faticato a ritagliarsi spazio. Non è escluso che possa debuttare nelle prossime giornate. È uno dei maggiori candidati alla riconferma, ma se il mercato non riserva sorprese, l’anno prossimo avrà davanti ancora Porcino e Bresciani, di rientro dal prestito alla Reggina. Potrebbe andare a maturare esperienza in una serie D ambiziosa a vincere. La sua prima opzione, però, ovviamente è il Livorno.
LEONARDO BELLANDI (CENTROCAMPISTA, CLASSE 2000)
Potrebbe essere convocato per la partita di domani contro la Cremonese e visto che siamo alla vigilia di due partite in tre giorni, stante anche l’infortunio di Agazzi, chissà che non coroni il sogno di giocare qualche minuto in B con la maglia che più ama. Di sicuro il ragazzo è monitorato dalla società anche in previsione del prossimo campionato di C che non dovrà essere affrontato solo con questi ragazzi, ma con una squadra all’altezza: cattiva e da battaglia, in un mix tra esperienza e freschezza che dovrà essere vincente. Restano alcuni interrogativi: chi costruirà il prossimo Livorno? La famiglia Spinelli o altri. E nel primo caso: con quali obiettivi e prospettive?
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