Gioco
Mister Filippini e la fascia Mazzeo: «Io e Balleri garanti della maglia amaranto. Ecco perchè abbiamo deciso così»
L'allenatore interviene sul caso della scelta del capitano «Con me si è allenato al 100% senza fare mai polemiche»
LIVORNO. Fabio Mazzeo capitano del Livorno. Per la quasi totalità dei tifosi è un ossimoro. Di certo la scelta operata a Trapani da Antonio Filippini che ha consegnato i gradi all’attaccante di Salerno, al crepuscolo di una stagione negativa sotto più punti di vista, fa ancora discutere. Lo stesso allenatore amaranto è tornato sull’argomento.
Filippini come è maturata la decisione?
«Prima di entrare nel merito posso fare una premessa?».
Certo, prego.
«Ho giocato nel Livorno. So che cosa significa indossare questa maglia che amo. Lo stesso David Balleri che è il mio vice e che è pure di Livorno. Siamo legatissimi alla storia e alla tradizione del club. La fascia di capitano l’ho vista sul braccio di un mio compagno di squadra come Cristiano Lucarelli che per il Livorno e per la città ha sempre dato l’anima. E – da avversario – l’ho vista sul braccio di Igor Protti e vi assicuro che si capiva benissimo che dava il 200%. Correva dovunque e non si risparmiava».
E quindi?
«Quindi proprio perché condivido e porto avanti i valori del Livorno io sono il primo garante dei buoni comportamenti e degli atteggiamenti dei giocatori. Per me conta la squadra, vale il principio del gruppo, il singolo viene dopo. Chi non si rispetta quei valori va in tribuna».
E Mazzeo?
«Mazzeo durante la mia gestione è stato irreprensibile».
Però ha vissuto un anno negativo tra screzi con Breda, post su Instragam e un rendimento scarso. Meritava davvero la fascia?
«Non parlo della gestione che mi ha preceduto almeno fino a quando non sono venuto a Livorno a fine novembre. Da allora c’è stata la questione della foto della curva del Foggia pubblicata all’indomani della nostra sconfitta interna con il Pescara».
Appunto. Per i tifosi non è poco.
«Sì, ma so che tra il giocatore e alcuni tifosi della Curva c’è stato un chiarimento come si fa tra uomini perbene. Per me l’episodio era chiuso».
Torniamo alla domanda iniziale. Perché proprio lui capitano a Trapani?
«Perché in queste settimane si è comportato da professionista serio. Si è sempre allenato al 100% e non ha polemizzato quando è stato in panchina. Insomma: ha sempre risposto presente alle mie sollecitazioni».
A Trapani però la fascia di capitano poteva essere consegnata ad Agazzi, non trova?
«Sì. Per la verità l’avevo già consegnata a Davide in occasione della partita con il Cittadella. Il ragazzo però per superstizione preferì che fosse data un suo compagno di squadra e la scelta cadde su Di Gennaro. Quest’ultimo però ha saltato le due partite successive».
E a Trapani senza Di Gennaro è spuntato Mazzeo…
«Per i motivi che ho illustrato. Primo: garantiamo David Balleri ed io della scelta del capitano perché conosciamo la storia del Livorno. Secondo: il comportamento corretto di Mazzeo durante la mia gestione. Terzo: in assenza di Luci, abbiamo optato per il giocatore più anziano ed esperto in campo anche perché avevamo schierato alcuni giovani che tra l'altro se la sono cavata dignitosamente».
Però Mazzeo – che a Trapani ha anche giocato male– si è pure incavolato al momento del cambio. Che ne pensa?
«Ne sono contento. Se un giocatore non si incazza quando viene sostituito è bene che cambi mestiere. Questo conferma che abbiamo fatto bene a scegliere lui come capitano. Ripeterò fino alla noia il concetto: Balleri ed io siamo garanti nei confronti dei tifosi».
Al netto della questione-Mazzeo, qual è il suo bilancio dopo queste quattro partite?
«Stiamo lavorando bene e in prospettiva futura. Per questo abbiamo fatto giocare alcuni giovani e continueremo a farlo senza per questo abbassare il livello dell'impegno come abbiamo dimostrato in queste due settimane di campionato. Abbiamo sbagliato soltanto il primo tempo della partita con il Venezia. Contro il Cittadella giocammo un'ottima prima frazione. Ci disunimmo dopo il loro primo gol e beccammo il secondo, ma poi il finale fu positivo. A Castellammare c'è stata la miglior prestazione. Della partita con il Venezia ho già detto. Male il primo tempo, meglio il secondo».
E a Trapani?
«Avevamo impostato una partita in chiave difensiva. Non eravamo stati troppo pericolosi, ma nemmeno loro avevano costruito grandi occasioni. Dopo il gol di Murilo pensavo di portarla a casa. E invece questa è una stagione maledetta. Però da qui alla fine giocheremo al massimo come abbiamo sempre fatto. Da questo punto di vista i tifosi non devono avere dubbi».
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