Il Tirreno

Livorno

Livorno calcio

L’esempio dato dal ragazzino in campo con la morte nel cuore: "Gioco per mio fratello"

Fabrizio Pucci
L’esempio dato dal ragazzino in campo con la morte nel cuore: "Gioco per mio fratello"

Appena 22 anni, in prestito, ha voluto giocare nonostante la perdita del fratello: «Mister me la sento, voglio andare in campo», ha detto a Filippini prima di Trapani

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Tra le tante pagine scarabocchiate quest’anno dal Livorno ce n’è una che si differenzia e spicca perché racconta una vicenda umana toccante. E’ quella scritta da Theophilus Awua, il giovane centrocampista nigeriano prelevato a gennaio dal Bari. E’ la storia del dolore profondo che lo ha colpito in settimana, ma che lui ha affrontato con una compostezza e una dignità da adulto e non da ragazzo di 22 anni.

Una telefonata proveniente dalla sua Makurdi la mattina di mercoledì primo luglio. Poche parole provenienti da seimila chilometri di distanza che hanno squarciato la sonnacchiosa quotidianità di questa strana estate di campionato in un giorno a metà strada tra la partita con il Venezia e quella con il Trapani. “Theo, Sunday non ce l’ha fatta”. Aveva appena 34 anni, il fratello maggiore del giocatore del Livorno.

Il tempo di riprendersi dallo sbigottimento, di versare tutte le lacrime possibili e di rimettere insieme sensazioni, pensieri e ricordi e Awua ha pubblicato una struggente storia sul proprio profilo Instagram: “Prima di essere un calciatore professionista – ha scritto - sono un uomo. Sono come tutti. Provo emozioni, sentimenti e paure come ogni altro essere umano”. E da uomo ha affrontato questo passaggio stretto della sua vita.

Sunday infatti non era solo un fratello. Era molto di più. Era un punto di riferimento, la persona che aveva incoraggiato e sostenuto il giovane centrocampista quando sbarcò in Italia a 18 anni con una valigia piena di sogni, ma anche con tanta paura. Si era messo in luce al torneo di Viareggio, Theo, con i nigeriani dell’Abuja. Lo notarono gli osservatori dello Spezia che lo tesserò poi lo girò alla Primavera dell’Inter perché non ritenuto ancora maturo per il debutto in prima squadra. Uno scudetto con i giovani nerazzurri, poi la gavetta (ancora Spezia, Juve Stabia, Rende, Bari) prima della grande occasione amaranto.

Qui è arrivato quasi per caso come acquisto di corredo a quello di Ferrari. È arrivato in punta di piedi, ma si è imposto con i fatti: buonissime prestazioni fatte di quantità, di corsa e di qualità. Il Livorno lo ha tenuto oltre il 30 giugno perché vorrebbe acquistarlo dallo Spezia dopo l’ottima impressione destata in questo scorcio di stagione.

Alla vigilia della partenza per Trapani, dopo la notizia della morte del fratello è stato chiamato da Antonio Filippini. Poche parole, uno sguardo d’intesa, una pacca sulla spalla: «Mister, me la sento, voglio giocare». E Theo a venerdì ha giocato 95’. Con la morte nel cuore, ma con la voglia di lottare lottato su ogni pallone. E’ stato tra i migliori in campo. Come sempre. Purtroppo non è bastato per dedicare la vittoria a Sunday. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web