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Livorno scende a Trapani con gli ultimi reduci «Cerchiamo di evitare almeno l’ultimo posto»

Fabrizio Pucci
Livorno scende a Trapani con gli ultimi reduci «Cerchiamo di evitare almeno l’ultimo posto»

Filippini chiede di salvare la faccia dopo il tonfo col Venezia: giocatori contati soprattutto in difesa, Di Gennaro out

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La sconfitta interna con il Venezia ha decretato la resa e adesso – davvero – le ultime sette partite di campionato saranno buone solo per le statistiche. Si va a Trapani in casa di una squadra che – partita quasi peggio di noi e con una cifra tecnica di poco superiore, se non pari a quella amaranto – con il tempo ha saputo trovare dentro di sé ciò che qui è sempre mancato: la voglia di lottare. In questo campionato così scarso sarebbe bastato davvero poco per partecipare fino all’ultimo minuto alla corsa per la salvezza e dare un senso alla stagione. Invece ci troviamo ben al di là del confine della vergogna, a sperare di limitare i danni in queste ultime sette giornate.



Se ce lo avessero raccontato, non ci avremmo creduto. Siamo dentro a un film dell’orrore. Il combinato disposto è terribile. La squadra è ultima e staccata, ormai retrocessa. Si gioca fino in estate inoltrata e a porte chiuse per via dell’epidemia. E mezza squadra in settimana è stata licenziata per tagliare il budget. Non saranno rimpianti Viviani, Luca Rizzo, Simovic e Stoian. Ci mancherà un poco Ferrari che almeno qualche guizzo da centravanti vero l’ha avuto. Fa uno strano effetto non vedere tra i convocati Marras, il migliore in assoluto di questo campionato disgraziato. A questo caos si aggiunga pure che il Livorno ha rischiato di presentarsi in Sicilia senza allenatore, perché la società ha trovato l’accordo con Antonio Filippini solo alle 20 del 30 giugno. E di alternative mica ce n’erano perché tra i papabili, né Breda (il Livorno ha pensato pure di richiamare uno dei maggiori responsabili di questo scempio), né Cannarsa sarebbero potuti andare in panchina per mancato rispetto del protocollo sanitario federale. E questa è la fotografia di una società che ormai a livello di programmi naviga a vista.



Sotto questo cielo nero come la pece, però, Filippini proverà onorare campionato e maglia con tutta probabilità ripropondendo questa sera il 3-5-2. La rosa è decimata e il tecnico di Brescia ha attinto alla Primavera e proprio i ragazzini potrebbero essere l'unica nota positiva di questo finale di campionato oltre che una motivazione per gli altri giocatori: «Dobbiamo essere di esempio per i giovani che abbiamo portato con noi» ha dichiarato prima di partire per la Sicilia e poi ha aggiunto: «Siamo professionisti e dobbiamo sempre dare il massimo in allenamento e in partita. Quanto ai giovani, non dobbiamo bruciarli».

Filippini ha pure stabilito l'ultimo obiettivo di stagione: «Il Trapani, che ha uin allenatore esperto della categoria come Castori, giocherà subito con aggressività. Loro sono penultimi in classifica e ci precedono. Per noi è uno scontro diretto perché ci piacerebbe non finire all'ultimo posto. Un successo ci consentirebbe di avvicinarli». Il problema è che la partita con i Venezia ha consegnato un Livorno imbarazzante: «In effetti la squadra lunedì non ha ripetuto la bella prestazione di Castellammare di Stabia. È tutto l'anno che questo gruppo dopo una buona partita ne fa una brutta. È segno che oltre ai limiti tecnici ce ne sono anche di caratteriali».



Un capitoletto a parte lo merita Andrea Luci che il 30 giugno ha rischiato di essere lasciato libero dalla società per la scadenza del suo contratto. Lui però è rimasto. Ha spalmato l'ingaggio sul mese di luglio e di fatti giocherà le ultime sette partite di questo campionato a titolo gratuito. In amaranto dal 2010 con questa maglia ha vissuto tutte le sensazioni possibili e immaginabili. Nel momento peggiore della storia ha deciso di restare perché il capitano è l'ultimo ad abbandonare la nave. Anzi: lui con quella maglia sulla pelle affronterà anche il mare in tempesta. —

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