Gioco
Il Livorno con due ko è matematicamente retrocesso in serie C
L’agonia di un campionato disgraziato potrebbe finire con un’eventuale sconfitta casalinga contro la Cremonese
livorno
Non che ce ne fosse bisogno, ma la sconfitta interna con il Venezia ha messo la pietra tombale su questa stagione vergognosa iniziata male e che finirà peggio. Il mancato rinnovo del contratto a dieci giocatori in scadenza o in prestito, è il segnale della resa incondizionata. Nelle ultime sette giornate Filippini attingerà alla rosa della Primavera e non è detto che questo sia un aspetto negativo. Debutterano in B i migliori giovani amaranto e questi, se da una parte pagheranno lo scotto del noviziato, dall’altra ci metteranno di sicuro più voglia, grinta e cattiveria dei loro predecessori.
Ricordate? I presunti big non ne hanno indovinata mezza. Il Livorno di Breda iniziò il campionato con un filotto di tre sconfitte consecutive: su rigore a Chiavari contro la modesta Entella, in casa con il Perugia per via di un altro rigore – sbagliato da Mazzeo – e poi ad Ascoli con gli amaranto che sullo 0-1 si divorarono due gol nei minuti di recupero prima di incassare il raddoppio dei bianconeri.
A metà settembre, però la squadra dette un timido segnale di risveglio: successo interno con il Pordenone e poi pareggio a Cosenza con il pari calabrese arrivato in extremis al termine di una partita dominata in lungo e in largo. La coppia di sconfitte casalinghe consecutive incassate dopo il 90’contro Salernitana (2-3) e Chievo (3-4 dopo aver chiuso il primo tempo sul 3-1) e il ko di Frosinone spinsero gli amaranto sul fondo della classifica con 4 punti in 8 partita. L’altro fuoco fatuo fu accesso in autunno. Il 26 ottobre all’Ardenza venne rispettata la tradizione: derby bruttissimo, ma Pisa mandato al tappeto da un’autorete di Benedetti. Tre giorni più tardi a Cittadella arrivò la beffa in una partita che il Livorno aveva agevolmente controllato per 75’. L’ultima gioia vera risale al 2 novembre: 2-1 in rimonta firmato nel recupero da un siluro di Marras e il Livorno sale a 10 punti in classifica a meno 2 dalla salvezza diretta e con il Trapani, ultimo, staccato di 4. Da allora però gli amaranto si inceppano.
Nelle successive quattordici giornate furono aperte le porte della vergogna: quattro pareggi e dieci sconfitte, la miseria di nove gol segnati (4 nella sola partita ardenzina con l’Entella finirà immancabilmente in parità) e 26 subiti. Non servì l’allontanamento (tardivo) di Breda. Nulla poté fare il suo sostituto Tramezzani a cui Spinelli non regalò un acquisto degno di tale nome. Dopo la sconfitta interna con l’Ascoli venne richiamato Breda che spezzò l’incantesimo Chievo (1-0 a Verona, gol di Ferrari) e dette al Livorno un successo che mancava da 4 mesi. L’ultima partita prima del lock down fu la sconfitta nel derby con un Pisa imbarazzate. Le scelte di Breda furono discutibili e Spinelli lo cacciò.
Il resto è storia recente. L’agonia sta per finire e perché a breve la retrocessione sarà certificata dalla matematica. La domanda è: quando accadrà? Facciamo due calcoli. Mancano sette giornate alla fine. Sul quartultimo gradino c’è l’Ascoli che ha 33 punti, 12 in più del Livorno e lo scontro diretto favorevole. A 34 c’è la Cremonese. I marchigiani giocano la prossima partita a Cosenza. Se dovessero vincere (e se anche la Cremo batte il Pescara, data quasi per scontata la sconfitta degli amaranto a Trapani), la salvezza sarebbe a 15 punti con sei turni da giocare. A quel punto se dovesse arrivare un altro ko in casa con la Cremonese, il Livorno sarebbe in C con 5 giornate di anticipo. Cambia poco la sostanza se l’Ascoli dovesse perdere a Cosenza. La salvezza sarebbe lontana 13 punti e i patimenti si allungherebbe al massimo di una giornata. Che tristezza e che amarezza. —
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