Gioco
Di padre in figlio, la Libertas 1947 così è più Forti: «Scelta di cuore, regaliamoci il sogno playoff»
Francesco, playmaker ex Cecina e Crema, sarà il capitano della squadra nel prossimo campionato di serie B dopo l’acquisizione del titolo sportivo
LIVORNO. Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano. Un amore che, per Francesco Forti, è anche sinonimo di tradizione e famiglia: sulle orme di papà Andrea - ex bandiera della Libertas Livorno, oggi procuratore della Players Group - Francesco sarà uno dei simboli della rinascita e neo capitano della Libertas Livorno 1947 nel prossimo campionato di Serie B. L’ufficialità è arrivata durante la cena di benvenuto al gm Beppe Dellanoce e coach Gigi Garelli organizzata dall’associazione tifosi Libertas: «Indossare questa maglia, questi colori, giocare di fronte alla mia gente e ai miei tifosi... tutto ciò non ha prezzo - spiega il playmaker classe 1993, ex Crema - qualcosa che non si può descrivere a parole».
Francesco, cosa significa per un Forti essere il capitano della Libertas 1947?
«Il coronamento di un sogno e moltissime altre sfumature, che però voglio racchiudere in un sentimento che è l’amore per questi colori e per questa maglia. Fin da bambino desideravo vivere questa emozione, peraltro al centro di un progetto ambizioso. Darò tutto me stesso per ottenere subito dei bei risultati e far esultare la nostra gente».
Le ha dato dei consigli, suo padre Andrea?
«Sì, certo. Ma in questa scelta, lo ripeto, ha prevalso il cuore. Non ci motivi economici, né altro. Avrei firmato anche in aerie C Silver, o in altra categoria. Alle spalle di questa società ci sono persone competenti e preparate, che ogni giorno mettono passione in quello che fanno. Poi è ovvio che babbo mi ha incentivato».
Secondo la sua esperienza in Serie B, quali saranno le difficoltà?
«Nessun campionato è uguale all’altro: ci sono squadre che vengono costruite per vincere e poi faticano, altre che riescono a trovare l’amalgama giusta e lottano a sorpresa per qualcosa d’importante. Sarà fondamentale fare gruppo fin dai primi giorni di preparazione e mettere la maglia avanti a tutto. Chi arriverà alla Libertas dovrà sapere per cosa viene, dove viene e avere grandissime motivazioni».
È d’accordo - come ha detto coach Garelli - che si possa puntare ai play off?
«Direi di sì, divertendoci e far divertire i nostri tifosi».In campo Francesco Forti, rispetto a papà Andrea, è...«Diverso in tutto, non ci combino niente (ride); diciamo che sono un play vecchio stampo, al quale piace prendersi anche un po’ di responsabilità. Mi piace accontentare i compagni e difendere forte. Il mio motto? Un assist fa contente due persone, un canestro una sola».
Chiudiamo con un appello ai tifosi: perché molti nostalgici dovrebbero tornare a gremire il palazzetto?
«Molto dipenderà da noi, ma l’affetto è già grande e mi auguro di vedere tantissima gente sui gradoni. Sicuramente potranno capitare dei momenti di difficoltà, ma uniti li supereremo. In Serie B poche piazze possono vantare un pubblico come quello della Libertas. E l’obiettivo, di tutti, è riportare questa maglia dove è sempre stata».
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