Gioco
Ma Filippini non vuole arrendersi «Voglio giocatori arrabbiati...»
livorno
Antonio Filippini non si arrende. Non è nel suo stile. Questione di dna. Lui è un combattente. Lo è sempre stato e sempre lo sarà. Figuriamoci se ammette un calo di tensione da parte dei suoi ragazzi nonostante la classifica ormai compromessa.
Lui ha preso il bello e il brutto della partita con il Cittadella e lo ha candidamente illustrato nella consapevolezza che quel secondo tempo negativo deve diventare la motivazione per liberarsi delle Vespe stasera a Castellammare: «Sabato scorso ho apprezzato il fatto che siamo rimasti sempre equilibrati – ha dichiarato – ma non mi è proprio piaciuta l’assenza di reazione dopo il primo gol incassato».
Il passo successivo è tipico di Filippini: «A Castellammare dovremo essere arrabbiati. L’atteggiamento dovrà essere esattamente quello di una squadra arrabbiata. Abbiamo perso di nuovo in casa e adesso mi aspetto da parte dei ragazzi la voglia di centrare il risultato su ogni campo a partire da quello della Juve Stabia. Non dobbiamo mai rassegnarci. L’obiettivo? Fare più punti possibile e poi vedere che cosa succede».
Il problema è che la squadra non sembra avere sussulti. Il tecnico amaranto spiega: «L’atteggiamento dei ragazzi, la loro mentalità, deve essere quello giusto fin da quando vengono agli allenamenti. Non dobbiamo abituarci alle sconfitte, ma cercare sempre di fare meglio andando oltre la classifica».
Non è passata inosservata la convocazione di Marras che a breve potrebbe lasciare la squadra. Filippini ha esteso il ragionamento a tutta la squadra.
«Ho portato 23 giocatori e tutti quelli che sono partiti sono pronti per scendere in campo. Stiamo facendo un percorso doppio: vogliamo dare il massimo in queste nove partite e stiamo iniziando a valutare i nostri giovani in ottica futura. Qualcuno di loro è già partita con noi in questa trasferta».
Le ultime considerazioni di Filippini sono riservate alla Juve Stabia: “È una squadra forte, soprattutto in casa. E poco importa se la partita verrà giocata a porte chiuse. Loro ci verranno a cercare con aggressività e un pressing alto. Noi dovremo essere abili a controbattere colpo su colpo».Magari con quella rabbia negli occhi che fino ad oggi si è vista raramente nell’atteggiamento dei giocatori. —
f.p.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
