Toscana
Dalla “Persiana” esce Neri e il tre quarti è servito «Tanta voglia dopo lo stop»
LIVORNO
Si apre una persiana ed esce fuori Alberto Neri. Dopo due anni di stop il richiamo della palla ovale si fa irresistibile, così il tre quarti livornese classe 1990 rompe gli indugi e torna al suo grande amore.
La Persiana è proprio il nome del ristorante sugli Scali Novi Lena in cui Alberto lavora con suo padre Giovanni, anche lui amante del rugby ed ex giornalista de Il Tirreno. Lo ha visto crescere rugbisticamente proprio in maglia biancoverde, finché nel 2012 ha salpato verso altri lidi. Una stagione al Petrarca Padova (con tanto di titolo italiano under 23), poi 4 stagioni in serie A con la maglia della Pro Recco, sfiorando più volte il salto di categoria. Sempre in A, Neri ha giocato anche con il Colorno.
E poi? «Due anni fa – racconta il tre quarti ala, all’occorrenza estremo – ho deciso di tornare a Livorno per lavorare nel locale di mio padre. Così ho lasciato il rugby, avevo bisogno di staccare. Ora, a 30 anni, ho di nuovo voglia di giocare, quindi sono pronto a rimettermi in gioco».
All’età di 8 anni, Alberto ha iniziato a giocare a rugby proprio con il Livorno Rugby, facendo tutte la trafila giovanile fino alla Prima squadra. Esordio in A a 19 anni con coach Guglielmo Prima. Tre stagioni da protagonista prima dell’arrivederci. Vanta anche esperienze con la Nazionale Seven. Ha lasciato il biancoverde da ragazzo, ritorna da uomo. Dalla cucina al campo, c’è sempre una meta da servire e lui non si tira indietro. «Ho già cominciato ad allenarmi – dice – per rimettermi in forma, alternandomi con il lavoro. Ho sempre seguito la squadra in questi anni. Ci sono giovani molto forti e, con qualche innesto di esperienza, si può davvero puntare a salire in serie A. Io farò del mio meglio e spero di dare una mano per la causa». —
D. S.
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