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Livorno

Garelli arriva e si prende la Libertas 1947: «Un onore la panchina che fu di Bucci»

Andrea Masini
Garelli arriva e si prende la Libertas 1947: «Un onore la panchina che fu di Bucci»

Presentato il nuovo tecnico, scelto per affrontare la serie B. «Piazza storica, qui c’è tutto per fare bene»

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LIVORNO. Come annunciato una settimana fa dal Tirreno, Luigi (ma per tutti Gigi) Garelli è il nuovo capo allenatore della Libertas Livorno 1947: l’ufficialità è arrivata sabato sera, con la firma sul contratto (clausola di riservatezza sulla durata...) e la conferenza stampa di presentazione svolta nei locali del ristorante/enoteca Guglie davanti ad una nutrita platea di tifosi.

Originario di Anzola dell’Emilia ma “forlivese” da vent’anni (per matrimonio, residenza e per alcune belle stagioni alla guida delle forlivesi Libertas Basket ‘80 prima e Fulgor poi…), Garelli - ex tra le altre di Verona, Sassari, Vigevano e Forlì (7 anni in A2 e miglior allenatore del campionato 2009/2010) - tornerà in sella dopo l’esonero dello scorso dicembre a Crema (3 vinte e 10 perse): «Non nascondo che sono molto emozionato - ha precisato il 58enne neo coach libertassino - perché nonostante abbia cambiato molte squadre in carriera, per gli allenatori della mia generazione Livorno è sempre stata una piazza di riferimento nel panorama cestistico nazionale. Indirettamente bellissimi ricordi mi legano a questa città, da avversario sulla panchina di Forlì ma anche da ammiratore di Alberto Bucci. E infatti quando Beppe (Dellanoce, ndr) e il presidente Consigli mi hanno esposto il progetto Libertas non ci ho pensato due volte. Gli obiettivi? Sappiamo che sarà un percorso ad ostacoli e di sacrificio, ma al tempo stesso non vogliamo porci limiti ed essere positivi. Il piano triennale al quale ha fatto riferimento il presidente non esclude a priori i playoff - traguardo che definisco moderatamente ambizioso e ragionevole - anzi, sarebbe davvero una bella cosa riuscire a toglierci delle soddisfazioni subito al primo anno».

A parlare per Gigi Garelli è il suo curriculum, farcito di numerose promozioni della Serie B alla A2 oltre che di un enorme bagaglio di esperienza: «Le mie squadre devono avere una rigorosa attenzione difensiva, mentre in attacco lascio un po’ più di libertà e licenza di esprimere il talento. Per quel che riguarda la costruzione del roster - che avrà senza dubbio una forte impronta livornese - abbiamo un piano A e un piano B per ogni ruolo, di conseguenza speriamo di non dover ricorrere al piano C. Poi, una volta costituita la squadra, lavorerò per far esprimere al meglio il materiale tecnico a disposizione».

E a proposito di giocatori livornesi, Francesco Forti - figlio di Andrea - sarà il primo tassello, mentre l’oggetto del desiderio è Giacomo Dell’Agnello: «Si tratta di due situazioni molto diverse - ha concluso Garelli -, dato che Forti non è vincolato da nessun contratto, al contrario di Dell’Agnello che fino al 30 giugno è legato a Vigevano. Ovvio che, se a quella data, il ragazzo esprimesse la volontà di giocare a Livorno la prenderemo senza dubbio in considerazione. Un paio di elementi arriveranno da fuori città, e poi c’è la questione legata agli Under livornesi che valuteremo con molta attenzione».
 

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