Gioco
Garelli arriva e si prende la Libertas 1947: «Un onore la panchina che fu di Bucci»
Presentato il nuovo tecnico, scelto per affrontare la serie B. «Piazza storica, qui c’è tutto per fare bene»
LIVORNO. Come annunciato una settimana fa dal Tirreno, Luigi (ma per tutti Gigi) Garelli è il nuovo capo allenatore della Libertas Livorno 1947: l’ufficialità è arrivata sabato sera, con la firma sul contratto (clausola di riservatezza sulla durata...) e la conferenza stampa di presentazione svolta nei locali del ristorante/enoteca Guglie davanti ad una nutrita platea di tifosi.
Originario di Anzola dell’Emilia ma “forlivese” da vent’anni (per matrimonio, residenza e per alcune belle stagioni alla guida delle forlivesi Libertas Basket ‘80 prima e Fulgor poi…), Garelli - ex tra le altre di Verona, Sassari, Vigevano e Forlì (7 anni in A2 e miglior allenatore del campionato 2009/2010) - tornerà in sella dopo l’esonero dello scorso dicembre a Crema (3 vinte e 10 perse): «Non nascondo che sono molto emozionato - ha precisato il 58enne neo coach libertassino - perché nonostante abbia cambiato molte squadre in carriera, per gli allenatori della mia generazione Livorno è sempre stata una piazza di riferimento nel panorama cestistico nazionale. Indirettamente bellissimi ricordi mi legano a questa città, da avversario sulla panchina di Forlì ma anche da ammiratore di Alberto Bucci. E infatti quando Beppe (Dellanoce, ndr) e il presidente Consigli mi hanno esposto il progetto Libertas non ci ho pensato due volte. Gli obiettivi? Sappiamo che sarà un percorso ad ostacoli e di sacrificio, ma al tempo stesso non vogliamo porci limiti ed essere positivi. Il piano triennale al quale ha fatto riferimento il presidente non esclude a priori i playoff - traguardo che definisco moderatamente ambizioso e ragionevole - anzi, sarebbe davvero una bella cosa riuscire a toglierci delle soddisfazioni subito al primo anno».
A parlare per Gigi Garelli è il suo curriculum, farcito di numerose promozioni della Serie B alla A2 oltre che di un enorme bagaglio di esperienza: «Le mie squadre devono avere una rigorosa attenzione difensiva, mentre in attacco lascio un po’ più di libertà e licenza di esprimere il talento. Per quel che riguarda la costruzione del roster - che avrà senza dubbio una forte impronta livornese - abbiamo un piano A e un piano B per ogni ruolo, di conseguenza speriamo di non dover ricorrere al piano C. Poi, una volta costituita la squadra, lavorerò per far esprimere al meglio il materiale tecnico a disposizione».
E a proposito di giocatori livornesi, Francesco Forti - figlio di Andrea - sarà il primo tassello, mentre l’oggetto del desiderio è Giacomo Dell’Agnello: «Si tratta di due situazioni molto diverse - ha concluso Garelli -, dato che Forti non è vincolato da nessun contratto, al contrario di Dell’Agnello che fino al 30 giugno è legato a Vigevano. Ovvio che, se a quella data, il ragazzo esprimesse la volontà di giocare a Livorno la prenderemo senza dubbio in considerazione. Un paio di elementi arriveranno da fuori città, e poi c’è la questione legata agli Under livornesi che valuteremo con molta attenzione».
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