Il Tirreno

Livorno

Non diamo i numeri... Salvezza del Livorno? Missione impossibile

Gianni Tacchi

Con il successo della Cremonese sull’Ascoli aumentano  i punti di distacco dai playout: al momento sono quattordici

3 MINUTI DI LETTURA







Era una missione impossibile già prima del lockdown, figuriamoci ora. Non tanto per i tre mesi e mezzo di stop che si faranno sicuramente sentire, sul Livorno come su tutte le squadre, quanto per il risultato di ieri sera.

La serie B con gel, mascherine e porte chiuse si è aperta infatti con la vittoria della Cremonese ad Ascoli, recupero della 25esima giornata e allo stesso tempo antipasto della ripresa del campionato: 3-1 il finale, con due autogol e il sigillo di Palombi a certificare il successo dei grigiorossi.

Sia chiaro, il Livorno sembrava spacciato anche prima di questo risultato, ma così il quadro è ancora più scoraggiante: con la vittoria della Cremonese, che era quartultima e adesso è uscita dalla zona rossa, gli amaranto sono crollati a –14 dai playout e a –15 dalla salvezza diretta.

Distanze praticamente impossibili da colmare in dieci partite, a maggior ragione pensando alle prime 28 giornate di questo campionato, con una squadra mai all’altezza della situazione e incapace di reagire alle difficoltà.

I NUMERI DEL DISASTRO

Di fatto il Livorno, dopo 6-7 mesi vissuti in fondo alla classifica, ricomincia con una serie di numeri da incubo sulle spalle. Qualche esempio? Il 18 non solo alla casella dei punti fatti, ma anche in quella delle sconfitte. Sì, dalla fine di agosto dello scorso anno all’inizio di marzo, gli amaranto hanno perso 18 volte su 28, praticamente il 64% delle partite giocate: ovviamente nessuno ha fatto peggio.

Ma il Livorno è anche la squadra di serie B che ha vinto il minor numero di gare (solo 4, poi ci sono Cosenza e Trapani con 5) ed è quella con il peggior attacco del campionato (appena 23 gol segnati, 7 dei quali da Marras che sabato col Cittadella non ci sarà perché squalificato). Un disastro sotto ogni punto di vista, un disastro partito con gli errori nel mercato estivo e proseguito tra mancanza di personalità, gestioni sbagliate, rimonte subite nei momenti più delicati e sconfitte in serie. E a livello di numeri non è tutto qui: ci sono i 45 gol incassati da Plizzari e Zima (solo il Trapani ha fatto peggio con 52) e i soli 3 clean sheet in 28 partite (questo significa che il Livorno ha preso almeno un gol in 25 occasioni), tutto senza dimenticare il valore dei cartellini che è crollato prima per i risultati e poi – come in tutta Europa – per la sospensione del campionato.

IL FUTURO E LE PROSPETTIVE

È chiaro che rileggendo questi numeri, l’ipotesi di un miracolo-salvezza è utopia. Il destino del Livorno sembra segnato, ma in gioco ci sono anche e soprattutto l’orgoglio e la dignità, non solo il tentativo di una missione impossibile.

Fatto sta che dopo le scelte assurde di Breda, reduce da un lockdown dorato visto il contratto da 180mila euro netti all’anno fino al 2021, e la parentesi con poche colpe di Tramezzani, che ha rescisso nei giorni scorsi per andare al Sion, adesso tocca ad Antonio Filippini, al debutto da allenatore sia sulla panchina amaranto che in serie B. «Le prime 3-4 partite saranno decisive – le parole del tecnico – se dovessimo riuscire a diminuire il gap, potremmo tornare in gioco, altrimenti la classifica parlerebbe in modo chiaro».

Un intervento simile a quello di Luci, che sempre al Tirreno ha parlato delle prossime tre partite (Cittadella, Juve Stabia e Venezia) come «fondamentali per rubare qualche punto alle dirette concorrenti e credere nel miracolo». Ma quel –14 dai playout è quasi una sentenza. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web