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Livorno-Cittadella, la partita al Picchi sarà solo per pochi intimi

Gianni Tacchi
Livorno-Cittadella, la partita al Picchi sarà solo per pochi intimi

Sabato (ore 18) si torna in campo.  Accesso allo stadio per 6 raccattapalle, 4 vigili del fuoco, 15 agenti, 10 giornalisti e 10 fotografi. E una raffica di controlli

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LIVORNO. Lo stadio diviso in tre zone, un massimo di 250 persone per le partite di serie B, niente foto di squadra né strette di mano prima del fischio d’inizio, un orario di ingresso diverso per ogni categoria. E poi le limitazioni: 10 giornalisti, 10 fotografi, 6 raccattapalle, 4 vigili del fuoco e 15 agenti tra forze dell’ordine e polizia municipale che saranno fra i primi a entrare e fra gli ultimi a uscire per motivi di sicurezza. Sono alcune delle misure che l’Armando Picchi dovrà rispettare per la riapertura di sabato, quando alle 18 gli amaranto affronteranno il Cittadella, tre mesi e mezzo dopo l’ultima volta del Livorno in casa (3 marzo, 2-2 con il Frosinone). Il riferimento della società è un documento di 40 pagine della Figc ("Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione delle gare di calcio professionistico a porte chiuse, finalizzate al contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19") che è stato rivisto nei giorni scorsi con un’integrazione per la serie B e C.

LE TRE ZONE DEL PICCHI

Come ogni stadio, l’Armando Picchi è stato suddiviso in tre zone per motivi organizzativi e per rispettare i parametri legati alla sicurezza. La prima è interna e corrisponde al campo, alle panchine, alla pista di atletica e agli spogliatoi. Poi ecco le tribune, dove ci saranno principalmente i giornalisti, i dirigenti e le forze dell’ordine. La terza zona è l’esterno con l’area per le tv, il parcheggio per gli addetti ai lavori e il piazzale in cui si fermano i pullman delle due squadre. Il massimo di presenze (250, 50 in meno rispetto alla serie A) sarà raggiunto durante i novanta minuti della partita: 127-129 nell’area del campo, 85-83 sulle tribune e 38 all’esterno. Ogni categoria, dagli addetti alle pulizie a chi si occupa dell’antidoping, ha un orario di arrivo prefissato in modo tale da azzerare il rischio di assembramenti all’ingresso: per esempio i 6 raccattapalle dovranno arrivare un’ora e mezza prima del calcio d’inizio e andare via subito dopo il triplice fischio, mentre il numero di steward aumenterà con il passare delle ore e con l’avvicinamento alla partita.

LE MISURE DI SICUREZZA

Sarà la società amaranto a occuparsi della sanificazione del Picchi, intervenendo sia il giorno prima della partita che nelle ore precedenti al fischio d’inizio. E sarà sempre il Livorno, quando giocherà in casa come sabato, a costituire un Comitato per la revisione della documentazione Covid-19 con il compito di controllare gli accessi e monitorare la situazione. All’arrivo allo stadio, tutti dovranno indossare la mascherina, ma a quel punto ci sarà una distinzione tra il cosiddetto gruppo squadra (giocatori, staff tecnico...) e il personale extra (fotografi, steward...): i primi andranno direttamente negli spogliatoi, dato che vengono sottoposti continuamente ai tamponi, per i secondi ci sarà invece un controllo con il termoscan e il saturimetro, inoltre dovranno presentare un’autocertificazione che attesti di non aver avuto sintomi nei precedenti 14 giorni. Le altre misure? Niente mascotte, niente bambini all’ingresso in campo, niente iniziative nel prepartita. E poi il rispetto della distanza, anche in panchina e durante le interviste.

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