Il Tirreno

Livorno

La Pro Livorno Sorgenti è in serie D: «Promozione conquistata sul campo»

Dario Serpan
La Pro Livorno Sorgenti è in serie D: «Promozione conquistata sul campo»

La fantastica galoppata degli uomini di Niccolai finisce con la promozione. «Ci manca solo la festa col nostro pubblico»

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LIVORNO. D come desiderio. Lo scrittore brasiliano Paulo Coelho afferma che “il desiderio non è ciò che vedi ma quello che immagini”. Ce n’è voluta tanta, d’immaginazione, durante il lockdown, dopo che lo stop ai campionati ha lasciato tutti in sospeso sull’esito della stagione 2019/20. Riprendere? Sospendere tutto? Voci di corridoio, verdetti e contro-verdetti, rinvii e polemiche, che nel calcio non mancano mai. Ma alla fine il campo ha quasi sempre ragione, anche quando non si gioca. E così la favola della Pro Livorno Sorgenti ha scritto il suo lieto fine, che vuole dire promozione in serie D.

Dopo tanta attesa, consumata tra le mura di casa, tra allenamenti individuali e riunioni virtuali, è arrivata l’ufficialità dei criteri per la conclusione dei campionati. Dopo le proposte già da giorni messe sul piatto, per la Pls si è trattato di una pura formalità. Perché il campo parlava chiaro e la classifica ne è specchio fedele: primo posto solitario in Eccellenza girone A e pass diretto per il salto di categoria. Numeri indiscutibili, messi in fila in 25 giornate di campionato: 53 punti, 6 lunghezze di vantaggio sulla seconda (il Fratres Perignano), 16 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte. E ancora: 50 gol fatti (miglior attacco del torneo), 24 subiti.

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Sì, è vero, le cinque giornate mancanti al termine della regular season sono sfumate per l’emergenza Coronavirus e la matematica teneva ancora i giochi aperti, ma il 4-0 nello scontro diretto con il San Miniato dello scorso 1° marzo, ultimo atto prima dello stop, ha ribadito la superiorità di una squadra capace di rimanere sempre ai vertici della classifica, superando le attese.

Di conseguenza, quel Desiderio oggi è una realtà su cui neanche le concorrenti mettono bocca. Qualità di gioco, intensità, spirito di gruppo, talento, carattere: tutti valori messe in campo sotto la guida di mister Matteo Niccolai, lo stratega di un gruppo formidabile. Così i biancoverdi salgono sul carro delle 28 promozioni dirette dall’Eccellenza e, per la prima volta, il sodalizio nato nel 2010 dalla fusione tra la storia Pro Livorno 1919 e il Sorgenti Labrone salein serie D.

Lo fa con un anno di anticipo sui programmi della società. E dopo 11 anni la Livorno del calcio si riprende un posto nella massima categoria dei Dilettanti. L’ultima precedente apparizione risale alla stagione 2008-09, quando fu l’Armando Picchi a salutare la serie D. Società in cui ha militato Matteo Niccolai, che dopo aver calcato la D da calciatore, ora se la prende da tecnico: «Un quartiere che sale nella categoria principe dei Dilettanti è una grande soddisfazione per tutta la città – dice -. Tutti sono d’accordo sul fatto che abbiamo meritato la promozione. Siamo stati in testa da ottobre fino a marzo, facciamo i complimenti alle nostre concorrenti, ma abbiamo dimostrato di avere qualcosa in più. E il merito è dei giocatori, sono loro gli artefici di questa vittoria. Hanno una cultura del lavoro impressionante, mi hanno supportato e sopportato in tutto, li ringrazio dal primo all’ultimo».

Dediche? «A mia moglie Valentina e mia figlia Vittoria, sono la cosa più importante che ho. E poi a tutta la mia famiglia». Per la rosa l’obiettivo è mantenere lo zoccolo duro, più una serie di innesti mirati. Gia liberato il portiere Frongillo, tra i pali arriva il classe 2002 Enrico Gatti (dal Livorno) al fianco di Giorgio Blundo; per il centrocampo, invece, è fatta per Giorgio Bachini, altro 2002 di proprietà del Livorno, protagonista quest’anno a Cenaia. Per le conferme, si parte da capitan Giacomo Rossi, giocatore semplicemente fondamentale per qualità tecniche e carisma. Queste le sue sensazioni alla notizia ufficiale della promozione: «È una liberazione. Non ci regalano niente, questo traguardo ce lo siamo guadagnati in modo schiacciante sul campo. I momenti più belli? La rimonta sul Cascina nei minuti finali, il 4-0 al San Miniato Basso nell’ultima gara giocata, un segno del destino. Siamo partiti in sordina, ma poi abbiamo acquistato sempre più consapevolezza e voglia di conquistare l’obiettivo. Lo dedico alla mia passione e alla mia famiglia. Arriva nel momento migliore della mia carriera ed è qualcosa che rimarrà nella storia della città». Peccato non poterlo festeggiare come si deve.

Il momento non lo consente, ma la società sta comunque organizzando un evento che dovrebbe svolgersi la prossima settimana. Si farà al Magnozzi o in altra location, la Pls attende indicazioni dalle autorità cittadine. Ma intanto le magliette celebrative e la penna del centenario sono già pronte. Queste le parole del ds Marco Braccini: «Avemmo voluto vivere una giornata insieme al nostro pubblico, per festeggiare insieme in mezzo al campo. Il verdetto così emesso lascia una sensazione strana, ma non scalfisce il valore di un traguardo raggiunto grazie a 7 anni di lavoro. Una gioia enorme». 


 

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