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Due pullman, 35 camere e forse un charter: le quattro trasferte del Livorno diventeranno un’angoscia

Gianni Tacchi
Due pullman, 35 camere e forse un charter: le quattro trasferte del Livorno diventeranno un’angoscia

Oggi il protocollo impone 20 persone al massimo su ogni mezzo, ma è un controsenso visto che tutti si allenano insieme

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LIVORNO. È vero che alla ripresa del campionato il Livorno dovrà affrontare solo 4 trasferte, mentre giocherà in casa 6 volte, ma è altrettanto vero che sono tra le più lunghe di tutta la stagione. Lunghe e impegnative sotto ogni aspetto, non solo per il valore delle avversarie o per il fatto di tornare in campo dopo più di tre mesi, ma anche a livello organizzativo.

Per il momento sulle trasferte post-Covid non ci sono disposizioni chiare, ma intanto la Lega di serie A ha inviato alle società un documento che sta girando anche in B e che quindi riguarda pure il Livorno: si parla di viaggiare su due pullman anziché uno, con un massimo di 15-20 persone per ogni mezzo, e di concordare un percorso preciso con la polizia ferroviaria in caso di trasferta in treno, inoltre c’è l’indicazione di preferire i voli charter rispetto a quelli di linea.

Un quadro restrittivo in un momento in cui le cose stanno andando nella direzione opposta, tutto senza dimenticare l’aumento dei costi per ogni società nell’organizzazione delle varie trasferte. È possibile quindi che queste misure anti-contagio vengano riviste, anche perché non ha senso allenarsi tutti insieme (con momenti in cui non mancano mischie e contrasti) e poi dividersi su due pullman.

LE TRASFERTE AMARANTO

Il primo viaggio del Livorno sarà in direzione Castellammare di Stabia, partita che probabilmente verrà anticipata a venerdì 26: in pullman sono quasi 1.200 chilometri fra andata e ritorno. Le altre trasferte sono invece in programma a luglio: prima a Trapani, dove di solito il Livorno va in aereo perché su base stradale ci sarebbero da affrontare più di 2.600 chilometri, poi a Benevento, 1.144 km in pullman considerando i due viaggi, e infine a Pescara, altri mille chilometri sempre in pullman e sempre tra andata e ritorno. Insomma, 4 trasferte complicate per quanto riguarda la logistica e i costi, con oltre 6mila chilometri (6.072 per la precisione) da percorrere tra giugno e luglio.

Di fatto solo cinque squadre faranno più chilometri del Livorno: il Trapani (9.112), il Pordenone (8.622), il Cosenza (7.764), il Crotone (6.741) e il Pescara (6.140). Trasferte più comode per Ascoli, Empoli, Juve Stabia, Spezia e Venezia, tutte con meno di 4mila chilometri da girare tra il 20 di questo mese e il 1° agosto, un fattore che potrebbe incidere nel rush finale estivo.

LIVORNO IN ATTESA

La società amaranto sta aspettando indicazioni più chiare prima di organizzare il viaggio a Castellammare, ma con le disposizioni di oggi servirebbero due pullman e un albergo con la disponibilità di tante camere singole quanti sono i partecipanti alla trasferta (circa 35 fra squadra, staff e dirigenti). La conseguenza? Ogni trasferta costerebbe circa il doppio rispetto all’era pre-Covid, in alcuni casi anche di più.

Prendete per esempio la sfida di Trapani: in quel fine settimana ci sarebbe bisogno di due voli charter (andata e ritorno, costano il triplo rispetto ai voli di linea) e di almeno quattro pullman, due per gli spostamenti Tirrenia-aeroporto di Pisa e altrettanti per muoversi a Trapani fra hotel, ritiro e stadio. Sarà quindi un’estate impegnativa dal punto di vista economico, anche se il Livorno - nonostante il sesto posto nella speciale classifica dei chilometri da percorrere - dovrà affrontare solo 4 viaggi, mentre la maggior parte delle squadre ripartirà con 5 o 6 trasferte in un mese e mezzo.

AL LAVORO

Intanto la squadra continua ad allenarsi al Centro Coni. Come detto ieri, anche il terzo tampone è risultato negativo per tutti e dunque la squadra può lavorare al completo agli ordini di Antonio Filippini. L’unico che ancora deve svolgere lavoro individuale e non può unirsi al gruppo è Simovic, rientrato in ritardo rispetto ai compagni e dunque indietro nell’effettuazione dei tamponi.

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