Gioco
Senza palestre e senza una via d’uscita: "così lo sport per i ragazzi disabili morirà"
Il grido di allarme di Maurizio Melis, presidente di Tds Onlus che accoglie tanti giovani livornesi e li accompagna verso le varie discipline
Maurizio Melis - presidente di Toscana Disabili Sport Onlus - lancia il suo grido di allarme e mette in guardia dal rischio che, per i suoi ragazzi, la ripresa sportiva diventi quasi una chimera.
«Mentre le piscine e gli impianti sportivi riaprono in tutta Italia, anche se con le nuove norme in merito al Covid-19 - spiega Melis - mentre sono già ripresi da tempo gli sport individuali e stanno riprendendo tutti gli sport di squadra (riprenderà persino il campionato di calcio…) a Livorno tutto rimarrà fermo».
Un messaggio carico di rammarico - e anche un po’ di rabbia - che fa seguito al pensiero del consigliere comunale Marco Cannino pubblicato qualche giorno fa sul nostro giornale: «Sin d’ora ringraziamo il consigliere Cannito per l’interessamento e per aver rotto il muro del silenzio; da quanto ci risulta le piscine non riapriranno fino a settembre e che anche in quel periodo ne riaprirà soltanto una su tre. L’intero impianto della Bastia, per quanto ne sappiamo, non riaprirà, compresi quindi i campi da basket. E non abbiamo neppure notizie della palestra delle Mazzini, che ci era appena stata assegnata per la pratica del sitting-volley».
La TDS-Toscana Disabili Sport Onlus, oltre a quest’ultima specialità, svolgeva gli allenamenti di basket in carrozzina alla Bastia e il nuoto e la pallanuoto presso le piscine Bastia e Neri: «Abbiamo inviato una mail al Sindaco (ancor più in virtù della sua delega allo sport) - ha proseguito Melis - per avere notizie e richiedere un incontro, ma per adesso non vi è stata alcuna risposta».
I progetti della TDS a breve, media e lunga scadenza avrebbero avuto un respiro nazionale e, in taluni casi, anche internazionale: «Già alla fine del 2019 - spiega melis - i nostri nuotatori si sono laureati campioni italiani, migliorando anche alcuni record italiani di Categoria e Assoluti. Il nostro obiettivo rimane quello portare sempre più in alto il nome dello sport livornese in Italia; la squadra di basket in carrozzina era pronta, grazie anche ad una raccolta pubblica di fondi in collaborazione con le società livornesi, all’iscrizione al campionato nazionale; il sitting-volley, dopo enormi problemi per reperire una palestra, stava finalmente cominciando a formare una squadra. Tutte cose mai esistite prima a Livorno».
Una miriade di progetti, il lavoro di anni e anni, che adesso rischiano di sfumare. Molti ragazzi, che avevano trovato la propria realizzazione nella pratica sportiva, sono da tre mesi tristemente fermi a casa: «Ci sentiamo abbandonati - prosegue Melis nel suo grido di allarme - e colpevolmente ignorati; la Livorno sportiva, tutta, esige spiegazioni. Immediate e dirette. Stiamo inoltre organizzando una manifestazione di piazza, nel pieno rispetto delle norme antivirus, per pretendere l’attenzione che ci meritiamo. Perché il lavoro fatto da tecnici ed educatori per anni e anni non cada nel vuoto, perché questi bambini e ragazzi non vengano privati del loro futuro. Perché lo sport per disabili più che un’esigenza, è un diritto. Così facendo, invece, lo sport paralimpico a Livorno morirà. Lo sta decretando, col suo silenzio inspiegabile, l’amministrazione comunale».
Una soluzione comunque si può trovare, questi ragazzi lo meritano —
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