Gioco
Il Livorno torna ad allenarsi in gruppo ma c’è l’incognita sul futuro dei prestiti
Decisivo per il via libera sarà il secondo tampone Ma per molti giocatori il contratto scade il 30 giugno. Dopo?
livorno
Allenamenti a scartamento ridotto. Almeno fino a oggi. Da domani, infatti, il Livorno tornerà ad allenarsi in gruppo. A diciotto giorni dalla ripresa del campionato di serie B, fissata per sabato 20, il cronoprogramma degli amaranto è chiaro, più nebuloso l’obiettivo.
Fino a ieri, infatti, i ragazzi di mister Antonio Filippini si sono allenati a piccoli gruppi debitamente distanziati in ottemperanza al protocollo sanitario della Federcalcio. Sedute tutto sommato leggere a base di lunghi palleggi e poco altro. I giocatori arrivavano direttamente sul campo in tenuta da gioco senza passare dagli spogliatoi. Stessa scena alla fine dell’allenamento: tutti a casa a fare la doccia e a lavare le divise, come può accadere al termine di una normalissima “calcettata” tra amici.
L’assenza dei magazzinieri – ancora in cassa integrazione – non è la causa principale che costringe i giocatori a lavarsi gli indumenti. Tanto è vero che non sarebbe cambiato niente se gli addetti alla lavanderia fossero stati presenti.
Questo, infatti, è il protocollo sanitario a vietare loro di avvicinarsi alle divise usate dai giocatori e ad obbligare questi ultimi a portarsele a casa per sanificarle ed ingienizzarle per la seduta successiva.
La giornata di oggi invece costituisce una tappa fondamentale verso il ritorno alla (quasi) normalità. Tutti i giocatori infatti saranno sottoposti al secondo tampone. Il test molecolare segue di qualche giorni quello che ha dato esito negativo per tutti. Se – di nuovo – non sarà riscontrata nessuna positività, la squadra potrà iniziare ad allenarsi in modo collegiale e quindi sarà riannodato il filo che si è interrotto alla metà di marzo quando furono vietati gli allenamenti.
Se tutto va bene, quindi, la squadra può tornare a lavorare in gruppo, ma il domani non attiene solo alla preparazione delle ultime dieci partite di campionato. La questione è ben più ampia e riguarda i giocatori che vanno in scadenza di contratto il 30 giugno a fronte di un campionato che continuerà anche a luglio e agosto.
Il problema chiaramente non riguarda solo il Livorno, ma in rosa di giocatori potenzialmente liberi dal primo luglio ce ne sono molti: Zima, Plizzari, Del Prato, Seck, Viviani, Awua, Rocca, Luca Rizzo, Trovato, Brignola e Ferrari che sono in prestito più i quelli di proprietà (Ricci, Silvestre, Marie-Sainte, Marras, Stoian, Simovic e Luci).
In assenza di un nuovo regolamento federale che proroghi la validità dei contratti, potranno tutti questi calciatori scendere in campo da luglio? Questo però non è l’unico interrogativo che al momento è senza risposta. L’altro, se vogliamo, è ancora più stringente: può una norma federale regolare e derogare – anche se solo sotto forma di proroga – un contratto tra soggetti privati? Dovrebbero essere proprio società e calciatori a trovare un accordo per il pagamento dei mesi di luglio e agosto.
Nella peggiore delle ipotesi – nel caso in cui i giocatori in scadenza non dovessero giocare dal primo luglio – il Livorno si ritroverebbe pressoché senza squadra. Tanto per iniziare perderebbe i tre portieri Plizzari, Zima e Ricci senza contare tutti gli altri. La giostra del calcio sta per ricominciare a girare, con qualche incognita di troppo. —
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