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Libertas ’47 beffata: Soresina vende il titolo di B a Reggio «Ma non molliamo»

Andrea Masini
Libertas ’47 beffata: Soresina vende il titolo di B a Reggio «Ma non molliamo»

La società continua a puntare al doppio salto di categoria «L’obiettivo è riportare in alto il nome di Livorno»

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LIVORNO

Una cosa è certa: la Libertas Livorno 1947 vuole la Serie B e farà tutto ciò che è nelle proprie facoltà per ottenerla. Ma il titolo sportivo da portare in città, come si era letto e scritto nei giorni scorsi, non sarà quello della Gilbertina Soresina: mercoledì sera, infatti, la negoziazione si è arenata sul più bello - ad una manciata di dettagli dalla firma - per due principali motivi. In primis l’inserimento al rialzo della Pallacanestro Viola Reggio Calabria di coach Paolo Moretti (ex Basket Livorno), ma anche per la continua fuga di notizie (in particolar modo sulle newsletter dei siti specializzati…) che la dirigenza lombarda non avrebbe digerito. Un fulmine a ciel sereno dopo proficue settimane di trattativa - monitorate da quello che avrebbe dovuto essere il neo direttore sportivo della Libertas 1947, Paolo Della Noce - e che invece, a meno di colpi di scena o di ripensamenti da parte dei vertici di Soresina, finirà in una bolla di sapone.

In casa Libertas 1947 prevale ovviamente un senso di profonda delusione, a fronte di un accordo, ma soprattutto di un impegno almeno sulla parola, che era stato raggiunto in totale serenità e correttezza. Poi mercoledì sera la marcia indietro che ha lasciato di stucco l’intero ambiente libertassino, minando lì per lì anche un po’ l’entusiasmo.

Ma trascorso qualche giorno la volontà di compiere il doppio salto di categoria, sfruttando l’anno zero del basket italiano, tornerà senza dubbio preponderante al cospetto di un buon numero di società che stanno pensando di rinunciare alla Serie B (ad esempio la Stella Azzurra Roma dopo l’acquisizione del titolo di Roseto in A2 è alla ricerca di un acquirente per il titolo di B, senza contare la situazione incerta di Lucca…) o al riposizionamento entro il 31 luglio.



«Per riservatezza non posso neppure confermare che vi sia stata una trattativa con Soresina, né con altri soggetti - ha commentato il presidente della Libertas Livorno 1947 - la Serie B non è un’ossessione, ma non nascondo che ci piacerebbe riportare, un giorno, a Livorno il basket nazionale. Scalare due categorie in un colpo solo, inoltre, richiederebbe una riorganizzazione generale. Detto questo, in vita mia non mi sono mai scoraggiato e penso che quando c’è competenza tutto sia possibile».



Step successivo (di non poco conto…): la Libertas Livorno 1947 non vanta un proprio vivaio, di conseguenza se dovesse coronare il sogno di partecipare al terzo campionato nazionale avrebbe la necessità di stringere un rapporto di collaborazione con un’altra realtà cestistica disposta a prestarle tre squadre di settore giovanile in qualità di società satellite. In passato questo satellite lo ha fatto l’Invictus Basket, individuando pure alcuni ragazzi da aggregare alla prima squadra (Serie C Silver) in doppio tesseramento.

Ma strada facendo il rapporto fra i due club sembrerebbe essersi deteriorato, tanto che alla scadenza dell’accordo fissato al 30 giugno 2020 non è detto che si rinnovi. A quel punto per la Libertas 1947 diventerebbe urgente trovare una nuova “spalla”: la Pallacanestro Don Bosco? Potrebbe essere, ma dinanzi ad un accordo economico.



Il “gemellaggio” con l’Invictus Basket (gestore di Gemini e via Pera) ha sempre previsto anche l’utilizzo della palestra intitolata a Stelio Posar, campo di gara e allenamento di Melosi e compagni. Quindi, se dovesse venire meno la collaborazione, scatterebbe immediatamente la ricerca di un impianto alternativo, a maggior ragione se poi sarà Serie B. In quel caso l’unica soluzione sarebbe il Pala Macchia che, al momento, ospita già Jolly Acli (Serie A), Pielle e Don Bosco (Serie C Gold). Assai meno accreditata l’opzione Modigliani Forum per i noti ed elevati costi di gestione.



Immaginando il più roseo futuro, il roster avrebbe una fortissima identità livornese: si era parlato di Francesco Forti e di Alessio Iardella (attuale capitano di Piombino e sul quale la Libertas 1947 non pagherebbe per intero il parametro, avendo ereditato il codice Fip del Meloria Basket 2000), di Persico e Mazzantini (che però hanno un bel biennale a Piombino), di Cantagalli e Lenti, senza contare la quantità di livornesi, la maggioranza di fattura Don Bosco, in giro per l’Italia.

Ma tutto ciò al momento è abbastanza prematuro. Perché adesso la Libertas 1947 dovrà scovare un nuovo titolo in vendita, o avanzare la richiesta di riposizionamento. —

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