Gioco
Volevo incoraggiare i nostri figli invece c’è chi dà il cattivo esempio
Lo sfogo dell’autore dello striscione attaccato e rimosso dopo 16 ore
La lettera
Questa la lettera che l’autore del maxi-poster raffigurante i giovani dell’Atletica Livorno ha scritto di getto al Tirreno martedì scorso, subito dopo la rimozione dalla recinzione del Campo Scuola “Martelli”. La delusione e l’amarezza per l’accaduto sono evidenti.
Robi Bottino
Sono l’autore dello striscione celebrativo esposto per la ripresa delle attività dei ragazzi al campo sportivo “Renato Martelli”. Nelle mie intenzioni c’era l’incoraggiamento per i nostri figli, che per troppo tempo sono rimasti inattivi subendo la tensione, l’isolamento e l’incertezza di questo strano periodo di reclusione, ma vista la fine che ha fatto il mio lavoro, i miei propositi sono stati evidentemente fraintesi. Come si può immaginare, la realizzazione di una cosa del genere costa energia e tempo, principi su cui guarda caso si basa lo sport e che dovrebbero essere familiari a chi dirige le società sportive.
A quanto pare invece atleti e genitori li considerano concetti naturali, non notando nemmeno più la differenza del colore delle magliette, infatti i ragazzi sul campo di gara sono tutti uguali, ma alle dirigenze l’importanza della questione sfugge tanto da staccare lo striscione dopo 16 ore e gettarlo in un angolo. Sarei curioso di conoscere le ragioni di un comportamento del genere. Invidia, dispetto, rivalità? Sarebbe il momento di cominciare a dare il buon esempio ai nostri figli e coltivare le emozioni positive che loro hanno già dentro invece di ancorarsi a vecchie ruggini di cui nessuno ha più ricordo. —
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