Il Tirreno

Livorno

Anche a Livorno riaprono le palestre: lezioni all’aperto forse da metà giugno

Tommaso Silvi
Una giovane mentre si allena nella palestra "Numero uno fitness", che l'ha pubblicata su Facebook
◗
Una giovane mentre si allena nella palestra "Numero uno fitness", che l'ha pubblicata su Facebook

Livorno: da definire ancora tempi e modi per l’uso dei parchi pubblici. Incontro fra sindaco e imprenditori: «Siamo a disposizione»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’incontro alla fine c’è stato. I titolari delle palestre hanno parlato col sindaco Luca Salvetti. L’incontro è avvenuto in videoconferenza ed è servito prima di tutto per confermare la volontà dell’amministrazione: giardini e parchi pubblici sono a disposizione dei centri fitness, che da lunedì 25 maggio potranno riaprire dopo quasi tre mesi di chiusura per l’emergenza coronavirus. Ma ci sono ancora dei nodi da sciogliere. I due grandi punti interrogativi si chiamano tempi e modalità. E la soluzione, come spiegato nei giorni scorsi da Salvetti, dovranno trovarla le palestre. Di sicuro, per vedere le prime lezioni all’aria aperta, sarà necessario attendere almeno fino a metà giugno. Forse anche qualcosina in più.

Dopo bar, negozi e ristoranti, la fase due inizia anche per le palestre. Due metri di distanza tra le persone durante l’allenamento, percorsi interni alle strutture per evitare scambi ravvicinati e spogliatoi aperti solo per cambiarsi e riporre gli indumenti nella borsa, e quindi in una busta, prima di essere riposti in uno spazio isolato. Queste sono le nuove regole del fitness. Ma a Livorno se ne aggiungono altre. In particolare due: niente doccia – anche se le norme governative la consentirebbero – e niente aria condizionata. Decisioni prese di comune accordo dal comitato nato spontaneamente nelle scorse settimane, che a oggi comprende: Gemini Centro Fitness, Numero Uno, SalusCompany, Original Gym e Me We Fit, Smile Lifestyle e Studio Live Dance Academy, Kripton Club, Centro Fitness Le Fate, Evo One Club, Palestra Ready, Accademia dello Sport, Eos e Holimpo. «Ci siamo riuniti per prepararci tutti insieme alla riapertura – spiega Leonardo Bertini, titolare della palestra Numero Uno, tra i portavoce del “movimento” dei centri fitness – e per far conoscere all’amministrazione le nostre idee per ricominciare subito a lavorare al massimo delle nostre possibilità». Lavorare subito, lavorare tanto. Questo l’obiettivo. Perché per le palestre non c’è più tempo. Incasso zero da quasi 90 giorni, anche se le spese non si sono fermate. Affitti e bollette li hanno pagati tutti. E c’è chi ha bruciato 50mila euro pur di tenere in piedi l’attività e non cedere sotto il peso della chiusura forzata.

Dopo una serie di confronti, i titolari hanno messo insieme le richieste. Blocco della Tari, una campagna di sensibilizzazione per far capire alle persone che i centri fitness sono luoghi sicuri in cui allenarsi e una proposta rivoluzionaria: spostare i corsi nei parchi e nei giardini pubblici, per poter accogliere un numero maggiore di clienti rispetto a quanto è possibile fare – alla luce del distanziamento anti-virus obbligatorio – nelle sale delle palestre. Il Tirreno ha raccolto e raccontato le istanze degli imprenditori sportivi, e subito è arrivato il “Sì” del sindaco. «I parchi pubblici sono a disposizione per consentire l’attività fisica all'aperto. E il Comune è disposto a cederli temporaneamente – ha detto Salvetti – a patto che poi le palestre concordino tempi e modi di utilizzo, turnazione nell’uso per garantire che non ci siano sovrapposizioni, che le attività si svolgano in sicurezza e che non ci sia il rischio di assembramenti». Il Comune ha individuato il parco dell’ex ippodromo Caprilli come area da destinare alle palestre, ma le condizioni della struttura – abbandonata da anni, e soggetta soltanto ad alcuni piccoli interventi di manutenzione – non permettono un utilizzo immediato dei suoi spazi. E allora servono idee e progetti. Tutto, ora, è nelle mani dei titolari dei centri fitness.

Il messaggio lanciato dal sindaco al comitato delle palestre è chiaro: il Comune concede parchi e giardini, ma gli imprenditori devono pensare all’individuazione delle zone per lo svolgimento dell’attività. E a organizzare i turni per non accavallare i corsi. «Ogni palestra vorrebbe poter utilizzare lo spazio esterno più vicino, e in tanti magari vogliono andare nei parchi più importanti della città. Diciamo che abbiamo poco tempo per buttare giù un piano accurato e condiviso – conclude Bertini – e siamo già al lavoro per farlo. Le lezioni all’aperto ci saranno, ma non sarà possibile organizzarle fino alla seconda parte del mese di giugno. Il comitato vuole trovare una soluzione che accontenti tutti nel minor tempo possibile, dopodiché andrà presentata al sindaco. Siamo fiduciosi, si sta creando una bella squadra. C’è voglia di tornare a lavorare e un grande spirito di collaborazione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web