Gioco
Si riparte da Livorno-Cittadella. Forse...
La Figc dà l’ok, per la B il via sarebbe il 20 giugno ma resta l’incognita del protocollo. E c’è la speranza di una riforma
LIVORNO
Ci sarà un altro sabato 20 giugno nella storia del Livorno. Non sarà glorioso come nel 1987 – trionfo in Coppa Italia di serie C con il 3-0 sul Campania – o inebriante come quello del 2009 – ritorno in serie A dopo il 3-0 con il Brescia – ma sarà a suo modo da ricordare.
Quel giorno infatti il Livorno tornerà (o meglio, dovrebbe tornare) a giocare in campionato quindi settimane dopo l’ultima, infausta uscita, nel derby di Pisa il 7 marzo. Avversario di turno, in un’Ardenza a porte chiuse, sarà da calendario il Cittadella. Poi nei due mesi successivi gli amaranto si toglieranno definitivamente il dente di questa fallimentare stagione che dovrà chiudersi – secondo il comunicato federale – il 20 agosto.
LE INCOGNITE
In quei 61 giorni il Livorno dovrà scendere in campo dieci volte, salvo eventuali successive interruzioni. In caso di nuovi stop per la ripresa del contagio, è stata avanzata anche l’ipotesi della disputa di playoff e playout dei quali tuttavia non è stato ancora stato stabilito il criterio. Per questo motivo è prematuro azzardare se il Livorno – con il suo ultimo posto conclamato – avrebbe diritto di partecipare agli spareggi salvezza.
Questo, però, non è l’unico punto interrogativo di questa storia. L’altro – e principale – è di natura igienico-sanitaria.
La decisione di riprendere i campionati e l’indicazione della data della loro chiusura sono senza un passo avanti ma rischiano di restare lettera morta se non viene modificato il protocollo della Commissione Medica Federale. Al momento infatti è ancora vigente quello emesso ad aprile e che prevedeva ripetuti tamponi e test sierologici ai gruppi-squadra, ritiri blindati, utilizzo delle strutture di allenamento in esclusiva.
Di certo la Federazione metterà mano anche al protocollo per renderlo meno stringente, ma intanto il Livorno – per esempio – a quello si attiene e non ha ancora convocato i giocatori per allenarsi, sebbene prima o poi dovrà farlo.
Attenzione comunque, la decisione di ieri era per certi versi scontata perché il calcio vuole i soldi delle pay-tv e dunque per ora deve dare prova di forza.
QUESTIONE ECONOMICA
La ripresa del campionato porta con sé anche un considerevole aggravio dei costi di gestione a carico delle società. In primis perché rischiano di saltare le transazioni sugli ingaggi con i giocatori: possono essere trattenuti gli stipendi di aprile e maggio, ma non quelli di luglio e agosto. Non solo. La logistica delle trasferte sarà più complicata e dispendiosa, l’igienizzazione delle strutture sarà a carico delle società che vedranno lievitare le uscite di almeno mezzo milione di euro. Male anche perché alcune società (non il Livorno) versano in gravi condizioni economiche.
UNA NUOVA SERIE B?
Ieri a fine Consiglio Federale ha parlato il presidente della Lega B Balata: “Sono molto soddisfatto dell’esito della riunione – ha dichiarato - e ora avanti con le riforme necessarie a mettere in sicurezza il sistema e per questo non più rimandabili». Non ha però spiegato a quali riforme e a quale sicurezza alludeva. Il Livorno spera in quella che porterebbe a una serie B a 40 squadre divise in due gironi. —
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