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rugby: serie b 

Il ritorno di Zaccagna «Hanno accettato le mie proposte, si riparte alla grande»

Dario Serpan/
Il ritorno di Zaccagna «Hanno accettato le mie proposte, si riparte alla grande»

«Questa è la mia casa, bisognava fare un salto di qualità E la scelta di Squarcini come direttore sportivo è la migliore»

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«Il Livorno Rugby è la mia casa». Un anno dopo, Marco Zaccagna torna sulla panchina biancoverde e ripete la stessa identica frase. Un punto fermo che collega due estremi: una porta che si chiude e un’altra che si apre. Vecchie divergenze e nuove convergenze. Qualcosa è cambiato, deve cambiare, ma nella scelta di riprendersi quel posto lasciato un anno fa c’è soprattutto la capacità di mettere il bene del Livorno Rugby davanti a tutto, anche a se stesso e a questioni di orgoglio. Ecco perché il nuovo capitolo di Marco Zaccagna alla guida della Prima squadra biancoverde può essere un segnale importante per tutta la palla ovale labronica. Il resto è una nuova avventura tutta da scrivere, anche se ancora non si sa quando e come si tornerà in campo.

Riavvolgiamo il nastro. Maggio 2019: coach Zaccagna si dimette dalla panchina biancoverde. «Il Livorno Rugby è la mia casa – disse allora -, ma passo la palla perché il mio progetto non si sposa con quello della società».

Maggio 2020: cosa l’ha convinta a tornare?

«Quando mi è stato proposto – risponde Marco Zaccagna – ho detto ok, ma a determinate condizioni».

Quali? «

Creare uno staff con certe caratteristiche e un progetto capace di incidere a tutti i livelli e collegare ogni aspetto della vita del Livorno Rugby: sportivo, tecnico, logistico, medico e societario. Innanzi tutto serve una persona esperta e competente nel ruolo di direttore sportivo, che sono felice sia stato affidato a Riccardo Squarcini. Poi ci sono altre figure che collaboreranno al progetto complessivo che la società ha già cominciato a mettere in pratica».

Classe ’84, ex apertura (all’occorrenza estremo) di buone qualità, Riccardo Squarcini è sportivamente nato nel Livorno Rugby, dove già a 17 anni ha cominciato a muovere i suoi primi passi anche da tecnico. Tante esperienze nel suo curriculum, tra cui il prezioso lavoro che ancora sta portando avanti al Bellaria Pontedera. Ma per la prima volta indossa i panni di ds e responsabile tecnico biancoverde. Si occuperà di tutto ciò che accadrà dentro e fuori dal campo, dall’under 14 alla Prima squadra.

«Non sarà facile – ammette l’ex n. 10 che in maglia biancoverde ha conquistato 2 promozioni -, perché Livorno non è una realtà facile per il rugby, ma accetto di buon grado la sfida».

Sul progetto steso in collaborazione con Zaccagna dice: «Al centro di tutto c’è la formazione del giocatore, in ottica sia individuale che collettiva. Ogni aspetto della società dovrà essere collegato agli altri e per far sì che questo accada stiamo cercando nuove figure da inserire per creare uno staff all’altezza della situazione. Da parte della società c’è massima disponibilità e la ringrazio per la fiducia. Il Livorno Rugby anche per me è la società madre; non potevo rifiutare questa opportunità».

La mano di Squarcini si è già messa in moto: perché il cambio alla guida tecnica della Prima squadra?

«C’è grande stima nei confronti sia di Zaccagna che di Ceccherini. Ma io credo che siano due figure diverse. Marco Zaccagna è un allenatore e sta bene nei Seniores. Michele Ceccherini è un formatore e nessuno meglio di lui sa farlo; perciò resterà con noi, alla guida di una formazione Under. La scelta di cambiare è stata presa di comune accordo con la società e i due tecnici».

La stagione 2019-20 dei biancoverdi si è chiusa anzitempo con il secondo posto in tasca nel girone 2 di serie B. Da cosa ripartire in vista della prossima?

«Dalla riconferma di tutti i livornesi in rosa – replica Squarcini. Lo abbiamo già fatto e ne siamo felici. In più saliranno i classe 2001 e 2002 dall’Under 18; ci sono ragazzi validi e molto carichi. Per il resto, prima di fare altri movimenti, dovremo sapere che tipo di stagione andremo ad affrontare. Per ora è tutto fermo». Sì, però c’è un sogno che non si può arrestare, ed è il tarlo che ha spinto Zaccagna a riprendersi la panchina. «Io sono convinto – sostiene il trainer – che il Livorno Rugby deve stare in serie A. Perché ha una tradizione e perché è l’unico modo per trattenere i nostri giocatori. La società deve fare un piccolo sforzo per salire di categoria. Dobbiamo fermare l’emorragia di giocatori e operare bene dal basso. Stiamo lavorando per fare una squadra competitiva e sfruttando questo periodo di stop per rivoluzionare alcuni aspetti e farci trovare subito pronti alla ripresa dell’attività». Dario Serpan

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