Il Tirreno

Livorno

una stagione maledetta 

Niente partite? In 3351 aspettano il rimborso

Fabrizio Pucci

Anche un’eventuale ripresa sarà a porte chiuse, quindi ai tifosi del Livorno andrà restituita la quota di sei partite

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LIVORNO

Campionato finito o destinato a ricominciare? Il rebus è ancora senza soluzione. In ogni caso i tifosi allo stadio non andranno più fino a nuovo ordine perché l’ipotesi di giocare non contempla la presenza del pubblico. Se si riparte, insomma, lo si farà a porte chiuse. Poco male per chi non è abbonato, una rimessa invece per chi la scorsa estate ha staccato la tessera annuale per assistere alle partite casalinghe della squadra del cuore. In sostanza nelle venti città della serie B c’è una grande fetta di sportivi che rischia di rimetterci tanto soldi, quelli sborsati per assistere a uno spettacolo che non ci sarà o a cui – ben che vada – non potrà avere accesso.

LIVORNO: LE CIFRE

È chiaro che questo problema investe anche gli abbonati con il cuore amaranto. Loro sono 3351. Calendario alla mano, la squadra di Antonio Filippini, delle ultime dieci giornate di campionato ne deve giocare ben sei in casa: quelle – in ordine cronologico – contro Cittadella, Venezia, Cremonese, Spezia, Crotone ed Empoli. Poniamo che il prezzo medio di un abbonamento sia di 10 euro (e per convenzione e per difetto visto che di certo si supera quell’importo) che moltiplicato per i 3351 abbonati dà 33510 euro di incasso a partita. Se moltiplichiamo questa cifra per le sei partite che i tifosi non vedranno ecco che spuntano fuori poco più di duecentomila euro, non bruscolini.

SPINELLI O YOUSIF?

In casa amaranto la questione dei 200mila euro da rimborsare non è ancora stata presa in considerazione. E’ in corso la trattativa per l’acquisto e le carte sul tavolo sono altre, ma attenzione: proprio perché si tratta di un importo alto sarebbe opportuno che le due parti – per rispetto dei tifosi – inserissero anche questa clausola. La situazione è controversa. I soldi degli abbonamenti li ha incassati Spinelli per cui dovrebbe essere lui a restituirli. Se però il campionato riprende e sfora la soglia del 30 giugno (ultimo giorno di competenza dell’attuale proprietà) il saldo ai tifosi potrebbe spettare a Yousif, sempre che si arrivi al closing.

LA CLASS ACTION

E’ normale che gli sportivi stiano pensando a come riavere indietro i soldi pagati anche per le partite che non potranno vedere a causa del Covid.19. E’ escluso che a rimborsarli sia la Federcalcio o la Lega: loro non solo non hanno mai incassato i proventi degli abbonamenti, ma la decisione di bloccare (temporaneamente o no) e rinviare le partite è stata dettata da causa di forza maggiore, quale l’emergenza sanitaria. A rimborsare, quindi, dovranno essere quei soggetti che i soldi li hanno incassati: le società. Molti tifosi di varie squadre nei giorni scorsi hanno iniziato a muoversi appoggiandosi ad associazioni di consumatori che ne hanno promosso una vera e propria class action.

IL CASO PISA

C’è però chi ha giocato d’anticipo. E’ accaduto a Pisa. I nerazzurri restutuiranno ai propri abbonati la quota non sfruttata. Adesso in 3351 aspettano una risposta dalla società. —



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