Gioco
Sostanza e concretezza «Ma che emozione quella meta nel derby»
Cristiano Bufalini, avanti della società biancoverde, si racconta «Quando c’è stato lo stop eravamo secondi, abituati a stare al vertice»
LIVORNO
Sono mille (e forse più…) le curiosità proprie del primo derby disputato tra due squadre della palla ovale labronica a livello di serie B. L’evento, datato 3 novembre 2019, non è stato caratterizzato ‘solo’ dalla pioggia a tratti torrenziale o dal numero record di spettatori che – nonostante il maltempo – ha affollato gli spalti del “Carlo Montano”. Quella sfida, finita con il successo, 21-11, dei ‘padroni di casa’ del Livorno Rugby sugli ‘ospiti’ dei Lions Amaranto Livorno, non può essere dimenticata dai protagonisti (attori o semplici spettatori). E non può essere certo dimenticata, per mille e più motivi, da chi, in quell’incontro così particolare, ha siglato i primi punti. Una marcatura che dunque ‘entra di diritto nella storia dello sport cittadino’. La meta che ha sbloccato il punteggio del primo derby tutto livornese (il primo e per ora purtroppo unico, visto che la sospensione definitiva del torneo di B ha annullato il match di ritorno, inizialmente in agenda il 22 marzo all’’Emo Priami’ di Stagno) porta la firma di Cristiano Bufalini, esperto tallonatore del Livorno Rugby. «Che poi – sorride il possente avanti – io sono rugbisticamente nato nei Lions. Ho iniziato l’attività nel club amaranto nella stagione 2003/04, quando i ‘Leoni’, nati sono da pochi anni, non avevano una prima squadra…». Una meta, la sua, realizzata in velocità, o comunque frutto di una giocata poco usuale per una atleta di prima linea… «Ho sfruttato un’invenzione di Simone Gesi, sono andato in suo sostegno e mi sono tuffato oltre la linea bianca. Una grande emozione».
Bufalini, peraltro, è giocatore poco abituato ad entrare nel tabellino dei marcatori. Svolge un ruolo di grande sostanza, ma normalmente non ha la possibilità di realizzare un bottino ingente di punti… «In questa stagione – aggiunge – ho siglato solo quella meta”. Le sue mansioni, normalmente, non lo portano a trovare soddisfazioni personali… “In una squadra di rugby – ricorda – conta realmente poco chi sigla le marcature. Tutti i quindici atleti partecipano attivamente alla costruzione delle azioni. Tutti devono sacrificarsi per il bene comune, sia in attacco, sia in difesa». Il sacrificio, per Bufalini non è mai mancato. Ha giocato, su alti livelli, tutte le undici gare stagionali. Nelle prime nove partite stagionali è stato schierato titolare. Nelle ultime due gare (a Formigine e a Imola), è andato inizialmente in panchina ed è stato buttato nella mischia al primo minuto della ripresa. «Al pari di tutti i miei compagni, credo di aver disputato un buon torneo. A quasi 30 anni (è nato il 6 agosto ’90, ndc), sono una sorta di ‘chioccia’ della squadra, composta per il resto da tanti ragazzi che sono da poco tempo sono entrati nel giro della formazione senior. Al momento della sospensione del torneo eravamo secondi, con un brillante ruolino di nove vittorie e due sconfitte., ndc) buone soddisfazioni. Ormai siamo abituati a lottare per il vertice della classifica di B: abbiamo ottenuto la terza piazza due anni fa e la quarta l’anno scorso». «Per tutti noi è stato grande il dispiacere l’aver interrotto bruscamente la stagione. Personalmente ritengo comunque giusta la scelta della FIR che, prima federazione sportiva in ordine di tempo, ha concluso e annullato, per l’emergenza della pandemia della Covid-19, ogni manifestazione”. «Aspettiamo con ansia la ripresa agonistica. Vogliamo ricominciare la nostra intensa attività, che coinvolge tutta la famiglia biancoverde». In attesa di rivivere forti emozioni come quelle del derby cittadino. “Sì – chiude ridendo Bufalini – ma conta veramente poco chi realizza i punti. L’importante è solo ottenere buoni risultati…».
D.S.
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