Gioco
Il Livorno ridiscute i contratti Si punta a un finale low cost
Agardius ha rescisso e torna in Svezia, accordo vicino anche con Morganella Stipendi pagati fino a febbraio ma si vuole ridurre i costi degli ultimi 4 mesi
LIVORNO
Un’ora e sedici minuti. Tanto è durata l’esperienza dello svedese Viktor Agardius con la maglia amaranto. Giusto il tempo di partire titolare nella partita di Salerno del 23 febbraio, di mostrarsi spaesato e insicuro sulla corsia sinistra e di essere sostituito da Porcino al minuto 76. Poi stop. Per i successivi impegni contro Chievo, Frosinone e Pisa non fu neanche convocato, triste epilogo di un’esperienza brevissima iniziata con le “panchine” contro Pordenone e Cosenza e chiusa nello spogliatoio dell’Arechi. Il ragazzo infatti – stante anche il blocco del campionato – ha rescisso il contratto ed è tornato in patria.
AL RISPARMIO
L’addio ad Agardius ha consentito al Livorno di ottenere un doppio risultato: si è liberato di un giocatore che non ha mai del tutto convinto (sebbene il ragazzo non abbia neanche avuto la possibilità di dimostrare il suo valore) e ha evitato di pagargli lo stipendio fino al 30 giugno. Dopo tutto a Spinelli non serve tenere a libro paga giocatori inutili. Un altro elemento fuori dal progetto tecnico amaranto è Michel Morganella che difatti è in trattativa con i dirigenti amaranto per arrivare a una separazione consensuale. Altri sondaggi saranno effettuati nei prossimi giorni con altri giocatori presenti in rosa a prescindere da quello che sarà l’esito della stagione: annullata o congelata. Papabile di rescissione, ad esempio, è Simovic, altro giocatore preso da svincolato e che non ha lasciato traccia.
Diverso, invece, è il discorso per Silvestre: il difensore argentino percepisce un ingaggio alto, ma il Livorno pensa di tenerselo perché ritenuto pedina fondamentale della difesa. In caso di ripresa delle partite, insomma, lui ci sarà, costi quel che costi e poco importa anche se il destino del Livorno sarebbe segnato con la sicura retrocessione in C.
I PRESTITI: LA SITUAZIONE
Un capitoletto a parte lo meritano i giocatori in prestito. I casi più recenti sono quelli di Awua e Ferrari che hanno fornito un rendimento accettabile. Se il campionato riparte Il Livorno – data la posizione di classifica – al limite potrebbe tentare la via di una transazione come per dire: non giocate, non correte il rischio di infortunarvi, troviamo un accordo con la società di appartenenza e vi paghiamo solo una buonuscita. E’ un artificio, certo, ma potrebbe essere utile sempre nell’ottica del risparmio.
IN PARI
C’è un fattore che dirime la questione del contenimento dei costi. Il Livorno è in pari con i pagamenti. Ha saldato ai giocatori le mensilità fino a febbraio come richiede la Lega. E febbraio è stato l’ultimo mese “normale” senza interruzioni. Ovvio che la società voglia risparmiare sull’ultimo quadrimestre della stagione. Lo vuol fare sia che il campionato riprenda (tanto il finale è già scritto, con la discesa in C) sia nell’eventualità dell’interruzione definitiva.
L’alleggerimento dei costi di gestione è sempre gradito a Spinelli: sia in caso di sua permanenza al timone, sia in caso di cessione a Yousif. Proprio non mettere in moto la macchina di eventuali uscite economiche, tra l’altro il Livorno non si è ancora mosso sul fronte della ricerca di una struttura di allenamento nell’eventualità della ripresa della ostilità. In sostanza: la società sta rispettando il lock down e conta – giustamente – di abbassare i costi della gestione che va da marzo a giugno. —
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