Gioco
Addio McNamara, dall’Nba fino a Livorno Il marine-attore che riportò la Libertas in A1
Aveva 60 anni e da tempo soffriva di problemi cardiaci; Dopo Jeelani e Restani, se ne va un altro idolo gialloblù dei tempi d’oro
IL RICORDO
francesco parducci
Dopo Jeelani e Restani un altro americano della Libertas degli anni ruggenti se ne è andato e sta diventando una maledizione. A inizio settimana è infatti morto per un infarto in Alaska (dove allenava una squadra di high school, ma da tempo soffriva di cuore) Marc McNamara, pivot di quella Cortan che dominò il campionato di A2 nel primo anno dell'era Bucci. Avrebbe compiuto fra poco 61 anni e da tempo aveva problemi cardiaci. Il “Marine” (così lo ribattezzò subito la fantasiosa penna di Renzo Marmugi) a Livorno era venuto per sostituire il deludente Israel, accompagnato da un pedigree di tutto rispetto: California University, prima scelta (n. 22) di Philadelphia che lo fece scendere in campo 36 volte (come cambio di Moses Malone) nel magico campionato '82/83 culminato con la vittoria dell'anello. Poi una buona stagione negli Spurs di S.Antonio, una più marginale a Kansas prima di accettare l'offerta dell'ing. Boris.
A Livorno non entrò mai veramente nel cuore dei tifosi, forse troppo fresco il ricordo della Mano di Maometto, anche se, a rileggerle oggi, le sue cifre furono di tutto rispetto, almeno alla luce di quanto producono oggi certi americani dei nostri campionati maggiori che l'Nba l'hanno vista soltanto alla televisione. Chiuse infatti sfiorando il 60% da 2 e 15 punti con 11 rimbalzi a partita, con l'unico neo della modestissima percentuale dalla lunetta (55%). Fatto sta che a fine stagione non venne confermato e gli furono preferiti i non trascendentali Craft (tagliato dopo 9 partite) e Cook, bravi ragazzi che però da un punto di vista tecnico non valevano certamente Mc Namara.
Ma forse lo staff della Libertas aveva individuato nel Marine una condizione fisica imperfetta e infatti la stagione successiva lo vide ai box per infortunio prima di altre due stagioni di tutto rispetto ancora a Philadelphia e poi nei Lakers, in quello che fu il suo canto del cigno nel dorato mondo dei pro d'oltreoceano.
Si ritirò nel 1993 dopo un'altra esperienza europea (in Spagna, prima a Murcia e poi nel Real Madrid) e una stagione in Cba a Rapid City. Cominciò da allora la carriera di allenatore con in mezzo una curiosa anche se non fortunata esperienza nel cinema. Grazie all'intervento di un cugino che faceva parte dello staff, venne scelto come controfigura dell'altissimo Peter Mayhew, il Chewbecca di Guerre Stellari di George Lucas, una delle serie cinematografiche più viste di sempre. Successe che Mayhew si ammalò e Mc Namara fu promosso sul campo attore.
Poteva essere, chissà, l'inizio di una nuova carriera, ma Lucas decise di tagliare le scene nelle quali aveva recitato Mc Namara e il suo nome non compare nemmeno nei titoli di coda del film. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
