Gioco
Basket livornese a caccia di certezze Graziani: «Costi più bassi e formule nuove»
Il delegato provinciale della Fip rivela: «Probabile la cancellazione delle quote di iscrizione e delle tasse gara»
LIVORNO
Il basket regionale si era, forzatamente, salutato a inizio marzo dandosi appuntamento al prossimo settembre. Purtroppo, allo stato delle cose, è ben difficile che a settembre si possa ripartire, quantomeno nei modi che ci eravamo abituati a conoscere.
Sabato scorso si è tenuta la riunione del Comitato Regionale della Federazione e, ovviamente, era presente il delegato provinciale Renato Graziani ex giocatore anche a livello di serie A che mai, in tanti anni di basket giocato, aveva vissuto una situazione del genere.
Graziani, che cosa avete deciso sabato?
«Non era una riunione decisionale, non c'erano provvedimenti da prendere. Abbiamo deciso di studiare tutti i possibili provvedimenti che possano venire incontro alle società, uscite tutte ferite anche sul piano economico dallo stop all'attività. Parleremo con tutte, cercando di capire in che modo possano essere aiutate. Probabile che si vada verso l'eliminazione delle quote di iscrizione e delle tasse gara. Altre economie andranno cercate, a livello giovanile, dalla regionalizzazione dei campionati, mentre ora già dalla prima fase le squadre dell'eccellenza under 18 erano costrette a trasferte lunghe e dispendiose».
Finchè ci sarà il distanziamento sociale sarà quello a condizionate tutto...
«Sì, con i problemi che sono evidenti. E non penso solo alla serie C perché il PalaMacchia, con qualche accorgimento, potrebbe consentire l'accesso agli spettatori rispettando certe distanze di sicurezza. Ma ci sono anche le trasferte. È ovvio che 9 ragazzi dentro un pullmino non li si potranno più stivare e 5 persone dentro una macchina nemmeno».
Si parla di porte chiuse, ma c'è chi dice che il basket a porte chiuse non è basket...
«E io sono sostanzialmente d'accordo. Passi se c'è un'adeguata copertura televisiva, ma a livello regionale diventerebbero dei campionati semiclandestini, con un'ulteriore mazzata economica per le società, private degli incassi e di eventuali sponsor, già difficili da reperire anche prima. Chi mai vorrebbe legare il proprio nome a una squadra che gioca un campionato riservato a arbitri e giocatori?».
Meglio cominciare più tardi, ma con la gente in tribuna.
«Sì, Magari andrebbero studiate delle formule nuove, capaci di comprimere il campionato in pochi mesi: ad esempio, ma per ora è un'opinione personale, un primo turno a gironcini con il criterio della viciniorietà, come avviene in Coppa Toscana, e una fase successiva per promozioni o retrocessioni. Comunque oggi è presto per parlare di formule: dovremo aspettare giugno per vedere chi si iscrive a cosa e poi fare i conti, premettendo che la Federazione garantirà a tutti la massima flessibilità nel senso che chi vorrà iscriversi a un campionato inferiore a quello che ha disputato in questa stagione interrotta, così come chi se la sentirà di salire più in altro potrà farlo, ovviamente fatti salvi i diritti sportivi delle altre».
Campionati all'insegna del risparmio, comunque...
«Per forza. La stragrande maggioranza delle società sono sostenute da imprenditori e sarà difficile per tutti o quasi fare grossi investimenti. Credo che a livello di serie C sia impensabile avere giocatori professionisti che vengono da fuori, quindi con spese di vitto e alloggio e rimborso spese. Per fortuna a Livorno abbiamo tanti giocatori e le nostre squadre potremo vederle comunque ai nastri di partenza». —
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