Il Tirreno

Livorno

IL CASO 

La rivolta degli allenatori «Troppi di noi esclusi dal bonus di 600 euro»

Andrea Masini
La rivolta degli allenatori «Troppi di noi esclusi dal bonus di 600 euro»

Anche a Livorno scoppia la polemica sui soldi allo sport «Tagliato fuori chi fa il tecnico come prima attività»

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Ha fatto discutere il decreto Cura Italia, legato al mondo dello sport: se da una parte il Governo non ha dimenticato la categoria sportiva - quella che lavora mediante contratti sportivi, ovvero sprovvisti di contribuzione, ferie, ecc. - dall’altra si è inevitabilmente levato un polverone a causa della chiara insoddisfazione nei confronti di un provvedimento ritenuto limitato nella portata e sostanzialmente inefficace per supportare i cosiddetti collaboratori che di sport vivono e ne fanno una vera e propria professione (figura normata dall’art. 96, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18).

La città di Livorno, in tal senso, vanta una forbice non proprio marginale di figure “professionistiche”: nell’ambito delle piscine comunali (Camalich e Bastia), ad esempio, insegnano almeno 40 persone (in prevalenza di sesso femminile…) che tramite l’occupazione sportiva portano il pane a casa.

Si tratta in particolare di istruttori e allenatori, molti dei quali pagati ad ore, spesso costretti a lavorare in diversi impianti per guadagnare una somma tale da arrivare in fondo al mese e che, per il momento, non potranno usufruire dell’indennità.

Tre i punti salienti sui quali si è prontamente dibattuto e che, appunto, non permetteranno ad alcuni tecnici, anche nostrani, di usufruire del famigerato bonus 600 euro relativo al mese di marzo: 1) sono 50 i milioni di euro disponibili per i collaboratori sportivi, con una capacità di copertura di richieste stimata intorno alle 83mila unità, quando numeri alla mano il numero sembra almeno 4 volte grande. 2) al bonus accedono soltanto quei lavoratori che nel 2019 hanno guadagnato al massimo 10mila euro; chi lavora esclusivamente nel settore sport - e lo fa di prima occupazione - percepisce ovviamente più di 833 euro al mese e tale soglia ne impedisce richiesta.

Del bonus, dunque, beneficeranno solo i collaboratori saltuari. 3) il Decreto non prevede distinzione tra i guadagni medi, bensì stabilendo come unico parametro il tetto dei 10mila euro e come sottolineato al punto 2 elargirà il bonus di 600 euro anche a chi saltuariamente nel mondo dello sport ne percepisce meno. —



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