Gioco
La rivolta degli allenatori «Troppi di noi esclusi dal bonus di 600 euro»
Anche a Livorno scoppia la polemica sui soldi allo sport «Tagliato fuori chi fa il tecnico come prima attività»
livorno
Ha fatto discutere il decreto Cura Italia, legato al mondo dello sport: se da una parte il Governo non ha dimenticato la categoria sportiva - quella che lavora mediante contratti sportivi, ovvero sprovvisti di contribuzione, ferie, ecc. - dall’altra si è inevitabilmente levato un polverone a causa della chiara insoddisfazione nei confronti di un provvedimento ritenuto limitato nella portata e sostanzialmente inefficace per supportare i cosiddetti collaboratori che di sport vivono e ne fanno una vera e propria professione (figura normata dall’art. 96, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18).
La città di Livorno, in tal senso, vanta una forbice non proprio marginale di figure “professionistiche”: nell’ambito delle piscine comunali (Camalich e Bastia), ad esempio, insegnano almeno 40 persone (in prevalenza di sesso femminile…) che tramite l’occupazione sportiva portano il pane a casa.
Si tratta in particolare di istruttori e allenatori, molti dei quali pagati ad ore, spesso costretti a lavorare in diversi impianti per guadagnare una somma tale da arrivare in fondo al mese e che, per il momento, non potranno usufruire dell’indennità.
Tre i punti salienti sui quali si è prontamente dibattuto e che, appunto, non permetteranno ad alcuni tecnici, anche nostrani, di usufruire del famigerato bonus 600 euro relativo al mese di marzo: 1) sono 50 i milioni di euro disponibili per i collaboratori sportivi, con una capacità di copertura di richieste stimata intorno alle 83mila unità, quando numeri alla mano il numero sembra almeno 4 volte grande. 2) al bonus accedono soltanto quei lavoratori che nel 2019 hanno guadagnato al massimo 10mila euro; chi lavora esclusivamente nel settore sport - e lo fa di prima occupazione - percepisce ovviamente più di 833 euro al mese e tale soglia ne impedisce richiesta.
Del bonus, dunque, beneficeranno solo i collaboratori saltuari. 3) il Decreto non prevede distinzione tra i guadagni medi, bensì stabilendo come unico parametro il tetto dei 10mila euro e come sottolineato al punto 2 elargirà il bonus di 600 euro anche a chi saltuariamente nel mondo dello sport ne percepisce meno. —
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