Gioco
«La A riparte il 4 maggio, poi la B» Prima degli allenamenti test a tutti
Previsti periodi di isolamento per le squadre e tamponi Esisterebbe un calendario dove si giocherebbe una partita ogni tre giorni
LIVORNO
Signori, portate pazienza altri diciotto giorni, poi potrete salire tutti di nuovo in carrozza: il mondo del calcio il 4 maggio riparte. Ovviamente manca l’ufficialità, ma alla fine prevarrà la linea sposata fin dall’inizio della pandemia dal presidente della Figc Gabriele Gravina. Ieri è stato il giorno della seconda riunione della commissione medico-scientifica della Federcalcio presieduta dal professor Paolo Zeppilli e che ha stabilito alcune linee guida.
La ripresa dell’attività agonistica – inizialmente sotto forma di allenamenti, poi di partite ufficiali – dovrà avvenire in condizioni di massima sicurezza sanitaria. Per questo sono stati previsti esami a cui calciatori, staff tecnici e anche arbitri, dovranno essere sottoposti a più riprese. Si tratta del classico tampone e anche dei test sierologici che saranno ripetuti con cadenza ravvicinata nell’ordine dei tre, quattro giorni. Per ridurre a zero il rischio sanitario, ogni squadra dovrà stare – almeno per tutto il mese di maggio – in isolamento. Si prevedono quindi lunghi ritiri sullo stile di quelli estivi. Va di lusso a quelle società che dispongono di un proprio centro sportivo. Molto peggio a chi invece dovrà affidarsi a strutture alberghiere e sportive che dovranno essere utilizzate in esclusiva.
Ci sono poi altre due questioni aperte: dove e quando ripartire? L’idea è quella di ricominciare la stagione ai primi di giugno. In via del tutto informale è già circolata una bozza di calendario con giornate da disputare ogni tre giorni per chiudere i campionato in poco più di un mese. Se si dovesse ricominciare a giocare a settembre, la fine è prevista per novembre con il campionato 2020/21 stravolto anche nel format che ha come l’ipotesi quella di dividere la serie A in due gironi con playoff e playout per chiudere i battenti a maggio in tempo per preparare la Nazionale agli Europei. L’altro problema è dove si debbano giocare le partite. Ci sono città-martiri (Bergamo, Brescia) dove risulta inopportuno fare calcio. Per questo motivo era stata ventilata la possibilità di un concentramento delle partite al centro-sud. Ipotesi che al momento pare accantonata.
Infine il calcio si avvicina alla fase-2 della pandemia lasciando aperta la porta alla possibilità che a ricominciare sia per prima la serie A e solo in seguito la B. E la serie C? Non pervenuta, come se non interessasse a nessuno. Men che meno tutto il mondo dei dilettanti. Insomma, alla fine saranno gli interessi macroenomici da far muovere il pallone come se in questo Paese esistessero solo i grandi Club. –
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