Gioco
I professionisti dei canestri «Dispiace chiudere così, ma era l’unica soluzione»
I sei livornesi che giocano in serie A1 e A2 hanno abbandonato il parquet Martini: «A Ortona l’epidemia ha fatto malissimo, felice di essere tornato a casa»
livorno
Decisione dolorosa, ma al tempo stesso prudente e necessaria: anche la pallacanestro italiana – dopo il rugby e la pallavolo – martedì 7 aprile, attraverso una nota del presidente Fip Gianni Petrucci, ha dichiarato conclusi tutti i campionati, congedando pure le formazioni di A1 (scudetto non assegnato nel 2020, di conseguenza la Reyer Venezia di coach Walter De Raffaele rimarrà campione d’Italia in carica fino al giugno 2021…) e A2.
Seconda divisione nazionale nella quale militano diversi giocatori livornesi, da Tommaso Fantoni (Kleb Ferrara) a Matteo Martini (Derthona Ortona), Jacopo Lucarelli (Orlandina), Lorenzo Benvenuti (Forlì), Jacopo Giachetti (capitano di Forlì) e Matteo Graziani (Eurobasket Roma). E con due di loro, Martini e Graziani, abbiamo commentato la sentenza presa dall’alto.
«Credo che lo stop fosse inevitabile – ha raccontato Martini che, per qualche giorno, si è ritrovato nell’epicentro dell’epidemia in quel di Ortona – la situazione che stiamo vivendo ci fa stare in pensiero per tutte le persone che soffrono in questo brutto momento. Tra l’altro, avendo vissuto in una delle prime province sotto zona rossa mi rendo conto che l’emergenza, soprattutto fra Piemonte e Lombardia, è critica e sono stato fortunato a poter tornare a casa prima della chiusura totale, e in tal senso ci tengo a ringraziare il club che me ne ha dato l’opportunità».
E prosegue: «Adesso sarà compito della Federazione e delle varie Leghe trovare le soluzioni migliori, al fine di permettere alle squadre che hanno subito una crisi dal punto di vista finanziario di poter affrontare il prossimo campionato in maniera solida».
Sulla stessa lunghezza d’onda, Matteo Graziani, classe 2000 scuola Pallacanestro Don Bosco, come Martini, e guardia dell’Eurobasket Roma: «Nonostante ci sia grande dispiacere nel terminare la stagione con così tanto anticipo – ha confessato – la scelta di annullare il campionato è stata la più saggia e direi inevitabile vista la situazione surreale che stiamo vivendo in Italia. Non c’erano più le condizioni per proseguire un campionato in sicurezza e tranquillità. Per quanto riguarda la mia stagione a Roma, sono contento per aver aumentato il minutaggio e il rendimento rispetto alla mia prima esperienza in categoria ma spero che sia solo un primo passo per ambire ad obiettivi di un’importanza superiore. Riguardo il futuro è tutto ancora un grande punto interrogativo e credo che la normalità non la ritroveremo subito settembre ma dovremo pazientare ancora un po’per tornare ai ritmi a cui eravamo abituati. Per il momento l’unica cosa che ci rimane da fare è stare in casa e allenarci con gli attrezzi che abbiamo a disposizione».
Tommaso Fantoni e Jacopo Lucarelli, invece, hanno affidato le loro sensazioni ad un post sui social: «Era nell’aria da un po’– scrive Fantoni – ed è stato il giusto epilogo per tutti noi che ancora non siamo “pronti” ad affrontare bene questo problema invisibile e meschino».
Mentre Lucarelli ha voluto precisare il concetto che «è finita la stagione non come avremmo voluto chiaramente, ma in questo momento ci sono cose molto più grandi del basket e dello sport in generale». —
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