Gioco
Conferenza di Lega: 19 società presenti, Livorno unica assente, è caos sugli stipendi
I giocatori amaranto hanno dato il loro ok per il taglio ma al momento non c’è accordo sulla percentuale
LIVORNO. C’è un retroscena nella seconda conference call della Lega di serie B sul taglio degli stipendi, un retroscena che in un certo senso fa capire la dimensione del Livorno di oggi. E se da una parte testimonia il vuoto all’interno della società, rimasta senza personaggi di riferimento come un Direttore Generale (uscito di scena Milli, nessuno ha preso il suo posto), dall’altra può essere interpretato come un segnale, visto che la trattativa con Majd Yousif per la cessione del club sembra entrata nella fase decisiva. Fatto sta che il Livorno è l’unica società che, nel tardo pomeriggio di martedì, non ha partecipato alla seconda parte dell’assemblea organizzata dalla Lega di serie B, non collegandosi digitalmente come invece hanno fatto i dirigenti delle altre 19 squadre.
Eppure all’ordine del giorno c’era un argomento chiave per il bilancio di ogni club, il taglio degli stipendi. Certo, non bisogna dimenticare che nei giorni precedenti i giocatori amaranto avevano proposto alla società una decurtazione degli ingaggi, ma questo non giustifica l’assenza in una riunione del genere. Anche perché sul piatto c’è sempre la ripresa dei campionati, con il Livorno che resterebbe in B tramite l’annullamento della stagione, ipotesi che però la Figc non vuole prendere in considerazione. Le società di serie B sono state costrette a rimettersi in contatto nella giornata di martedì, dopo la prima riunione online di lunedì, per un chiarimento in seguito a una diversa interpretazione degli atti. E a quel punto, senza il parere del Livorno, sono state concordate le linee guida.
Al centro c’è la volontà di non pagare più gli stipendi ai giocatori e agli allenatori se il campionato non riprenderà, con un eventuale risparmio di quattro mensilità: marzo, aprile, maggio e giugno. Ma la Federazione spinge per il ritorno in campo, così è stato deciso che ogni club sarà libero di trattare la percentuale del taglio, con la possibilità di decurtazioni progressive in base alle ricadute sui bilanci: via quindi il tetto del 30%, di cui si era parlato nei giorni scorsi, e abbandonata anche l’ipotesi di tagliare il 70% al mese, dato che alcuni presidenti non vogliono assolutamente pagare marzo e aprile. Insomma, ogni società di serie B potrà mettersi d’accordo con i singoli giocatori, ma attenzione perché l’Associazione italiana calciatori non ci sta e nelle ultime ore ha alzato la voce.
Di certo i giocatori amaranto, proponendo il taglio degli stipendi alla società, hanno fatto un gesto di buonsenso in un momento delicato: non ci si può allenare, non si gioca, quindi è giusta una riduzione dell’ingaggio per questo periodo. Ma servirà buonsenso anche nelle singole trattative: c’è chi è in scadenza a giugno, chi ha un contratto pluriennale, chi è legato al Livorno con una serie di bonus e clausole. E quasi sicuramente la sforbiciata non sarà uguale per tutti, considerando che alcuni guadagnano tra i 150 e i 200mila euro netti all'anno (Marsura, Mazzeo…) e altri invece non arrivano a 50, vedi i più giovani del gruppo.
Occhio poi a un altro passaggio del comunicato concordato dalle 19 società di serie B, che riguarda anche il Livorno nonostante l’assenza alla conference call: la richiesta alla Figc è di rivedere il Pa, il rapporto ricavi/indebitamento, che deve rientrare in certi parametri per avere il via libera all’iscrizione al campionato, ma con il crollo delle entrate rischia di non poter essere più rispettato. E questo potrebbe interessare Yousif, nel caso in cui la trattativa dovesse andare verso il closing.
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