Gioco
È sbocciato il talento del jolly Del Prato e ora è pronto per un anno da Dea
Il ventenne arrivato dall’Atalanta è stato tra i migliori E adesso Gasperini lo rivuole per l’esordio in serie A
Sul migliore della stagione amaranto non c’è alcun dubbio: Manuel Marras, arrivato a Livorno quasi come rinforzo di contorno ed esploso subito a suon di gol, dribbling e prestazioni super. Ma in mezzo a flop e delusioni, c’è anche un altro ragazzo che ha impressionato, tanto da poter volare in serie A nella prossima stagione: Enrico Del Prato, il jolly preso in prestito secco a luglio dall’Atalanta, che l’ha seguito per tutto il campionato e ora sta valutando il ritorno a casa.
Sì, perché Del Prato ha dimostrato qualità, carattere e duttilità, particolare che gioca dalla sua parte nell’ottica di un inserimento nell’Atalanta del futuro. E poi, nonostante i suoi vent’anni e il fatto di essere alla prima esperienza da professionista, è il giocatore del Livorno con il maggior numero di partite in questa stagione. Ha giocato infatti 27 gare su 29, 22 delle quali partendo da titolare: in questa speciale classifica, alle sue spalle ci sono Porcino e Agazzi (primo per minuti giocati, 2. 216) con 26 presenze, poi ecco Luci con 25, mentre i portieri sono distaccati perché di fatto si sono sempre alternati (15 partite per Plizzari, 14 per Zima).
LA STAGIONE
Peccato che l’ultimo flash di Del Prato sia quella leggerezza nel derby di marzo col Pisa, costata il gol-partita di Lisi e il ko in una sfida tanto attesa quanto surreale per l’assenza dei tifosi. Un errore, forse l’unico del suo campionato, che non cancella il valore di un ragazzo con un grande futuro. Del Prato aveva iniziato la stagione giocando un quarto d’ora con l’Entella, restando fuori col Perugia (unica partita in cui non è sceso in campo) e crescendo negli spezzoni con Ascoli e Pordenone. Poi la prima da titolare a Cosenza, a fine settembre, e da quel momento non è più uscito, convincendo sia Breda che Tramezzani: 12 partite di fila dal primo minuto, una mezz’ora a Crotone per tirare il fiato e altre 10 volte da titolare su 11, con un gol al Frosinone nel 2-2 prima dello stop per l’emergenza Coronavirus.
Quasi sempre uno dei pochi a lottare fino alla fine, a crederci, a strappare la sufficienza nelle pagelle. Lui come Marras, una luce nel deserto di questo campionato. E dalla parte di Del Prato c’è anche l’età, perché non è facile – per un ragazzo di vent’anni, lontano da Bergamo per la prima volta – emergere in un contesto come Livorno.
IL FUTURO
Chiaramente le prestazioni di Enrico Del Prato – figlio di Ivan, ex centrocampista dell’AlbinoLeffe – non sono sfuggite a Bergamo, dove l’attenzione al vivaio è uno dei segreti dell’exploit degli ultimi anni. Sono oltre 50 i giovani dell’Atalanta ora in prestito: alcuni pronti per il rientro, vedi Pessina dal Verona, altri già piazzati per una super plusvalenza, per esempio Kulusevski che oggi è al Parma e andrà alla Juventus, altri ancora da valutare. E nell’ultima categoria spicca il nome di Del Prato: quasi impossibile rivederlo a settembre con la maglia del Livorno, a maggior ragione in caso di retrocessione. Oggi l’impressione è che il classe’99 amaranto abbia tutte le carte in regola per adattarsi al gioco di Gasperini: ritmo, velocità, carattere, intelligenza calcistica. Tutto senza dimenticare la duttilità, perché Del Prato può giocare in quasi tutti i ruoli: qui ha convinto da quarto a destra di centrocampo, ma ha fatto anche il terzino e il mediano, mentre con la Nazionale Under 20 giocava come difensore centrale. E tutto questo è un valore aggiunto. —
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