Gioco
La toccata e fuga di Gasbarro e Gonnelli Bloccati al nord ma ora di nuovo a casa
Ceduti in prestito a gennaio a Pordenone (serie B) e Alessandria (C) entrambi sono potuti rientrare perché le fidanzate sono in dolce attesa
la storia
FABRIZIO PUCCI
Le cose che hanno in comune Gonnelli e Gasbarro sono moltissime: le iniziali del cognome, il ruolo di difensori, l’ultima presenza con la maglia amaranto nella stessa partita (Perugia-Livorno 1-0 del 27 gennaio) prima di firmare il contratto con le nuove squadre, l’Alessandria e il Pordenone. E non finisce mica qui. Entrambi gli ex amaranto, in questi strani giorni di clausura stanno vivendo l’attesa più dolce perché le loro compagne a breve li renderanno padri.
Altra coincidenza (quasi) incredibile sta nel fatto che è identica anche l’iniziale del nome delle future mamme: Elena sta a Gonnelli come Eva sta a Gasbarro.
“Viaggio d’andata, senza ritorno, bella Livorno, mi fermo qui” canta Bobo Rondelli. Cambiando un po’ le parole “in viaggio d’andata e di ritorno, bella Livorno di nuovo qui” si possono descrivere bene le situazioni dei due ex difensori amaranto.
Di fatto la loro esperienza ad Alessandria e Pordenone è durata lo spazio di un mattino: il tempo di fare la conoscenza dei nuovi compagni di squadra, di allenarsi, debuttare in campionato o poco più e poi via, prua della macchina verso Livorno e tutti a casa a tempo indeterminato. Adesso loro, come tutti, nel chiuso delle loro abitazioni livornesi, attendono gli eventi e una decisione da parte della Federazione: ripresa dei tornei, loro congelamento o annullamento?
Singolare quanto è accaduto a Gonnelli. Salutata Livorno, con la maglia dei grigi alessandrini ha giocato solo una partita, quella dell’esordio (peraltro con sconfitta) a Gorgonzola in casa della Giana Erminio. Proprio in quell’occasione, però ha ricevuto un colpo che lo ha messo fuori gioco facendolo finire nella lista degli infortunati.
Gonnelli è comunque rimasto in Piemonte fino alla metà di marzo per sottoporsi alle cure del caso. Nel frattempo è divampata l’epidemia e l’Alessandria si è vista costretta a sospendere gli allenamenti da lunedì 9 visto che capoluogo e provincia erano state dichiarate zona rossa fin da sabato 7. Così il difensore è rimasto a casa nella cittadina piemontese fino a tutto il 14 marzo, quando la ‘zona protetta’ era già stata estesa a tutto il territorio nazionale. Due settimane fa Gonnelli ha usufruito di un permesso da parte della società grigia che gli ha concesso di tornare a casa, per via della gravidanza della sua compagna.
Per il momento è difficile stabilire se e quando i campionati ricominceranno. L’Alessandria però si è cautelata e ha convocato in sede tutti i giocatori per il 3 aprile, giorno della (eventuale) ripresa degli allenamenti.
Se Gonnelli ha indossato per una sola volta la maglia dell’Alessandria, a Gasbarro è andata un po’ meglio perché lui con quella del Pordenone è sceso in campo in tre occasioni contro Benevento, Empoli e Juve Stabia. L’ultima convocazione con i neroverdi risale al 7 marzo in occasione della partita contro il Cittadella nella quale è rimasto in panchina.
Poi anche lui ha dovuto fare marcia indietro. Si trova a Livorno da un paio di settimane e ha il cuore pieno di emozione perché per la metà di aprile è prevista la nascita del suo primogenito. Ancora prima, però, ‘Gas’ dovrà rispondere presente alla convocazione della società veneta che tra una settimana intende ricominciare l’attività. Ma anche in questo caso siamo nel campo delle ipotesi perché anche se in questi giorni si dovesse toccare il picco dei contagi, la sua discesa non sarà immediata. E allora ecco che il pianeta calcio è avvolto da una fitta nebbia che per il momento non accenna a diradarsi. —
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