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La serie C annaspa «Sarà dura ripartire Libertas ’47 forte grazie ai tanti soci»

Francesco Parducci
La serie C annaspa «Sarà dura ripartire Libertas ’47 forte grazie ai tanti soci»

Il dirigente Mannucchi spiega perché si rischia la crisi «Andremo verso campionati con spese molto ridotte» 

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Continua la massima incertezza sul futuro dei campionati regionali (anche di quelli nazionali, per la verità) mentre in questi giorni va acquistando credibilità l'ipotesi, che sembrava la meno percorribile, di un annullamento dei campionati. Quasi 50 società di serie B su 64, infatti, hanno chiesto a Lega e Federazione di procedere in tal senso, senza promozioni né retrocessioni, e è evidente che, se si procedesse in tal senso la cosa avrebbe ripercussioni a cascata anche sui campionati successivi, a cominciare proprio dalla serie C. Questa volta ne parliamo con Gianluca Mannucchi, dirigente della Libertas Livorno 1947 ma sopratutto uno dei “padri” della rifondazione libertassina.

Lo stop dei campionati ha stoppato una rincorsa lanciatissima, iniziata con l'arrivo di Marco Mori, e che poteva portarvi anche a una posizione fin lì insperata nella griglia dei play-off. Dispiaciuto?

«Chiariamo subito che il problema principale è la salute, dei nostri ragazzi, di tutto il movimento in generale e dell'intera popolazione. Certo, da un punto di vista tecnico lo stop non ci ha certo fatto bene: venivamo da tre vittorie consecutive e la squadra sembrava aver trovato la quadra. La classifica ora ci vedrebbe sesti, ma a pari punti con le due squadre che ci precedono e dovendo ancora giocare con loro lo scontro diretto, arrivare quarti non era certo impossibile. Ma, ripeto, in questo momento non è a questo che dobbiamo pensare. Io spero ancora che ci venga data la possibilità di giocare almeno un play-off ma se così non sarà, pazienza. Cominceremo a lavorare per la prossima stagione».

La prossima stagione, appunto. Lei è un appassionatissimo dirigente ma è anche un imprenditore. La stragrande maggioranza delle società sono finanziate da imprenditori. E tutti gli imprenditori, a meno che non siano titolari di un supermercato o di pochissime altre attività, usciranno ammaccati se non con le ossa rotte da questa vicenda. Cosa accadrà?

«Per fortuna la Libertas ha una base societaria molto ampia, per cui mi auguro che le ferite si facciano meno sentire, rispetto a quelle realtà che dipendono da uno o pochissimi finanziatori. Probabilmente andremo verso dei campionati diversi, nei quali sarà obiettivo di tutti cercare di limitare le spese. I giocatori si vedranno proporre rimborsi spese più ridotti, quindi andremo verso una “localizzazione” delle squadre, nel senso che ai nostri livelli sarà ben difficile vedere presenze di atleti non della stessa città».

Non pensa che la Federazione dovrà dare una mano alle società in un'ottica di contenimento dei costi? Magari con un abbattimento dei parametri, delle tasse gara...

«Mah, quello dei parametri forse è un falso problema, perché la stragrande maggioranza dei parametri restano all'interno del circuito delle società, nel senso che una li spende e un'altra li incassa. Ma è chiaro che qualcosa per dare un po' di respiro alle società, almeno per un anno o due, andrà fatto. Altrimenti qualcuno non ce la farà a andare avanti».

Ecco, appunto. Senza voler portare male a nessuno ma poniamo che il campo o la classifica attuale se la stagione si fermerà qui vi lascino in Silver e che al piano di sopra qualcuno debba rinunciare o trovi la maniera di andare comunque in serie B. Sareste pronti a prenderne il posto?

«È' presto per dirlo. Ci sarebbero tante cose da valutare anche se l'organico, con i due nuovi arrivi di Malfatti e Conti, un ragazzo che con noi ha giocato una sola partita ma si era già ambientato benissimo e con il quale sono in contatto continuo, mi sembra abbastanza competitivo. Però io all'interno del nostro Consiglio, sono un “falco”, un tifoso e da tifoso penso che niente come una promozione ottenuta sul campo serva a generare entusiasmo, a cementare il gruppo, a attirare nuovo interesse e nuove risorse. Vedremo».

Intanto l'attività è ferma.

« Ovviamente sì. I ragazzi lavorano singolarmente da casa su dei tutorial che ha predisposto il nostro preparatore atletico Ottaviani che ha sempre fatto e sta facendo un grande lavoro. Quando ripartiremo, se ripartiremo ma io spero ancora di sì, saremo pronti». —

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di Redazione web