Gioco
Mister Filippini soffre per la sua città «Rialzati, mia Brescia: batteremo il coronavirus»
Sul suo profilo Facebook il tecnico del Livorno Filippini ricorda la fama risorgimentale della Leonessa d’Italia
LIVORNO. Uomini, prima ancora che calciatori. Ai livornesi i giocatori piacciono così. Per indossare degnamente la maglia amaranto ed entrare nelle simpatie dei tifosi, per rimanerci anche dopo aver attaccato gli scarpini al chiodo, devi essere uno che ci mette il cuore.
E il cuore Antonio Filippini è uno che ce lo ha sempre messo. Sia in campo che fuori. Tante volte, in carriera, si è caricato la squadra sulle sue spalle, assieme a qualche altro compagno, per riuscire ad ottenere vittorie importanti, come quelle in Coppa Uefa e come quella che nel 2009 ci permise di tornare in serie A dopo la doppia accesissima finale play off contro il Brescia. Già, proprio la formazione della sua Brescia, quella che ha dato i natali a lui e al gemello Emanuele. In quelle due occasioni, Antonio non si tirò indietro nonostante giocasse contro molti amici.
Questo è il calcio, e un professionista deve mettere in conto che i sentimenti spesso devono passare in secondo piano. E poi, sia lui che il gemello, si sono particolarmente affezionati sia alla nostra città che alla tifoseria e in amaranto non sono stati certo meteore.
E adesso che Brescia, con Bergamo e tutta la Lombardia, sta vivendo uno dei momenti più delicati e difficili dal dopoguerra ad oggi, Antonio Filippini ha voluto lanciare il suo messaggio di speranza dedicato proprio alla sua terra. «Oltre il calcio...oltre ogni rivalità... Brescia la forte, Brescia la Forrea, Brescia Leonessa d’Italia! », sono le parole del post pubblicato un paio di giorni fa dall’allenatore amaranto sul proprio profilo Facebook.
E a chiudere il post sono stati i due hashtag #forzabrescia e #iorestoacasa. In realtà, le parole usate da Filippini sono riprese dalla celebre poesia “Alla Vittoria” di Giosuè Carducci, che esaltò il coraggio di Brescia e dei bresciani che resistettero eroicamente durante l’insurrezione delle famose Dieci Giornate.
Il testo si conclude proprio con la strofa “Brescia la forte, Brescia la Forrea, Brescia Leonessa d’Italia” ed è per questo che spesso anche la squadra delle “rondinelle” viene chiamata “Leonessa”. A fare da cornice al testo, una bella foto del duomo di Brescia di notte illuminato con la città in sottofondo. Un’immagine forte e di particolare impatto emotivo che ha colpito un po’tutti.
Il post scritto con grande sofferenza da parte dell’allenatore del Livorno, ha inevitabilmente riscosso grandissimo successo, con tanti like e molte condivisioni da parte di tutto il popolo amaranto che, ovviamente, in questo caso ha messo da parte la rivalità e ha espresso tutta la propria solidarietà verso Brescia e tutte le altre zone colpite dal coronavirus.
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